Cronaca

La nuova legge elettorale regionale naufraga in Commissione

La nuova legge elettorale regionale è naufragata in Commissione. Infatti, ora sarà l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, composto dal presidente Onofrio Introna (Sel), dai due vice, Nino Marmo (Fi-Pdl) ed Antonio Maniglio (Pd), e dal segretario Peppino Longo (Udc) a valutare l’iter legislativo delle modifiche alla legge elettorale, a seguito dell’esito del nulla di fatto dei lavori della VII Commissione di merito (quella agli “Affari istituzionali”), conclusisi ieri mattina con l’abbandono della stessa da parte dei consiglieri di maggioranza. Detta Commissione era stata convocata dal presidente Giannicola De Leonardis (ex Udc ed ora Ncd) a discutere gli emendamenti tecnici alla proposta di legge approvati nei giorni scorso dall’Ufficio di Presidenza, per sbloccare la situazione di stallo venutasi a creare, già da qualche mese, su alcune proposte di modifica alla legge elettorale regionale. Però, il gruppo di Fi ha presentato 13 ulteriori emendamenti, chiedendo che si procedesse all’esame complessivo del provvedimento, per arrivare all’approvazione di una normativa organica e in linea con i rilievi delle Corte Costituzionale sulla legge regionale in vigore. Non in linea con tale richiesta, invece, i rappresentanti dei gruppi di  maggioranza che, alla luce delle posizioni politiche piuttosto articolate, avrebbero voluto procedere all’esame degli emendamenti tecnici già licenziati dall’Ufficio di Presidenza,  per poi passare alla discussione dell’articolato complessivo in Consiglio regionale.  Di qui l’abbandono dei lavori da parte degli stessi esponenti di maggioranza con il conseguente venir meno del numero legale e, quindi, dello scioglimento della seduta. E ciò nonostante l’invito rivolto ai commissari dal Presidente del Consiglio regionale Introna, che ha seguito personalmente i lavori durante la seduta che avrebbe dovuto discutere le determinazioni assunte dall’Ufficio di Presidenza. Infatti, lo stesso Introna ha preso atto della ulteriore situazione in cui si sono arenate le modifiche alla legge elettorale ed ha demandato le valutazioni conseguenti all’esame dell’Ufficio di Presidenza, che a breve dovrà riunirsi per portare, poi, direttamente all’attenzione dell’Aula tutte le proposte in campo. “Avevamo ragione a pensar male, ma quello che è successo oggi in Commissione sulla legge elettorale ha dell’incredibile e la dice lunga sul senso di responsabilità e sul rispetto delle istituzioni del centrosinistra” hanno dichiarato in una nota i tre consiglieri di Fi-Pdl, Ignazio Zullo, Erio Congedo e Roberto Ruocco, componenti della VII commissione che, proseguendo,  con lo stesso comunicato polemizzano: “La solita sinistra che predica bene e razzola male, che non perde occasione per invocare a parole scelte condivise sulle ‘regole’ istituzionali, ma nei fatti persegue soluzioni ad esclusivo proprio uso e consumo”. E poi spiegano: “Non vogliono una legge elettorale elaborata e soppesata su principi di costituzionalità e legittimità. Loro vogliono un abito cucito addosso su misura e per bocca del presidente Romano dicono ‘Tanto il vaglio della Corte Costituzionale è successivo’, non rendendosi conto che una censura postuma farebbe decadere il Consiglio regionale ed il Presidente della Giunta., chiamando il popolo a nuove elezioni con forte aggravio della spesa pubblica” ricordando pure che: “L’Ufficio di Presidenza è il presentatore della bozza di legge ed è preposto all’osservanza delle norme di regolamento e di statuto. Inoltre, ha il dovere di agire con terzietà ed imparzialità a tutela dell’onorabilità e delle prerogative del Consiglio regionale e di ciascun consigliere”. E, dopo quest’ultima sottolineatura, i tre esponenti del partito Azzurro in VII commissione concludono dichiarando: “Ci appelliamo all’autorevolezza del Presidente Introna, affinché non si renda corresponsabile di una legge truffa figlia dell’arroganza cieca dei numeri e di un percorso legislativo in spregio alle norme di regolamento e di statuto. Non vorremmo che fossero tutte prove muscolari dell’insicuro Ercolino-Emiliano”. Dichiarazione di segno opposto sono state rilasciate, invece, dai capigruppo delle Forze di maggioranza, i consiglieri Pino Romano (Pd), Michele Losappio (Sel), Angelo Disabato (Puglia per Vendola), Donato Pellegrino (Psi), Francesco Damone (Gruppo misto), Tommy Attanasio (Gruppo misto) e Aurelio Gianfreda (Democratici autonomi) che, rivolgendosi al presidente Introna, hanno affermato: “Purtroppo si sono concretizzati i nostri timori: la legge elettorale si è incagliata in Commissione dove rischia di restare per moltissimo tempo anche a causa dei numerosi emendamenti presentati da Forza Italia. È ora che la partita passi nelle mani dell’Ufficio di presidenza al quale rinnoviamo l’appello, in maniera sempre più stringente, affinché convochi il Consiglio con all’Ordine del giorno la legge elettorale, per aiutare le forze politiche a mettere a punto le modifiche necessarie per dare ai cittadini pugliesi il migliore strumento possibile per esercitare il proprio diritto di voto”. Inoltre, i rappresentanti della maggioranza hanno aggiunto: “Apprezziamo il lavoro fatto dall’opposizione sulla legge elettorale, attraverso gli emendamenti che, purtroppo, sono stati presentati in un periodo che lascia pensare più a una strumentalizzazione che a una voglia di miglioramento. Il lavoro di Forza Italia, se presentato a settembre, avrebbe rappresentato un contributo utile, mentre al momento serve solo a fare arenare la legge in Commissione e dà l’impressione che Fi stia lavorando per non dare alla Puglia una legge elettorale efficace e rispettosa della rappresentatività e della governabilità”. Ed in fine sottolineano: “Avremmo potuto approvare gli emendamenti tecnici licenziati alla unanimità dall’Ufficio di presidenza che sarebbe stato un atto politicamente rilevante. Ma purtroppo hanno perso un’occasione importante”. “A questo punto – hanno concluso nella nota i capigruppo di maggioranza – gli emendamenti e i contributi di tutte le forze politiche siano affrontati in Aula, nel più  breve tempo possibile, con la mediazione dell’Ufficio di presidenza. È un nostro dovere non perdere più tempo: lo dobbiamo alla Puglia e ai pugliesi”.  Una prese di posizione netta sulla legge elettorale è intervenuta dalla giovane candidata alla presidenza della Regione del Movimento 5 Stelle, Antonella Laricchia, che insieme ai portavoce della lista “grillina” ha dichiarato: “Abbiamo depositato la nostra proposta agli uffici competenti ed agli altri gruppi consiliari, illustrandola in audizione, ben due mesi fa: il 1° dicembre 2014”. Una proposta, quest’ultima, che però difficilmente potrà essere prese in considerazione in toto e, forse, neppure in parte, perché attualmente il M5S non ha alcun rappresentante nell’Aula di via Capruzzi che può farsi concretamente promotore delle particolarità contenute in tale proposta. Ma non è difficile immaginare che i “grillini” pugliesi alle prossime regionali riusciranno ad eleggere propri rappresentanti, anche se all’interno dei partiti tradizionali c’è pure chi pensa di introdurre nella nuova legge qualche norma che ridimensioni il loro risultato elettorale in termini presenze in consiglio.   
  

Giuseppe Palella


Pubblicato il 5 Febbraio 2015

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