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“La nuova museologia nell’incertezza verso uno sviluppo sostenibile”

La pandemia impone un cambio di rotta e di passo nel modo di concepire il museo. Lo ha detto a Bari, nel corso di un interessante incontro al Circolo della Vela, il noto museologo e critico d’ arte professor Maurizio Vanni  (nella foto). Nel circolo barese, infatti, l’altra sera è stato presentato il volume: “La nuova museologia nell’ incertezza verso uno sviluppo sostenibile” (edito Celid) scritto da Maurizio Vanni e Domenico Piraina. Alla conferenza ha partecipato con interventi quanto mai sapienti la direttrice del Museo Archeologico Santa Scolastica di Bari, professoressa Roberta Giuliani. Moderatrice con il consueto stile e garbo, Barbara Mangini. Il Quotidiano ha intervistato Maurizio Vanni e Roberta Giuliani, a margine.

Professor Vanni, che effetti avrà o ha la pandemia sui musei?

“Sia il recente G 20 romano dei ministri della Cultura che la convenzione di Faro hanno sancito un cambio di passo. Nel dopo pandemia inevitabilmente le cose non saranno come prima. La mia idea è che il protagonista assoluto debba essere il pubblico, l’individuo al centro della scena museale ed è persino un diritto. E’ giusto invocare un museo democratico aperto a tutti, in grado di offrire proposte culturali convincenti”.

Tuttavia i musei sono imprese che devono far quadrare i conti…

“Infatti, senza cadere nell’ eccesso, occorre anche guardare al lato finanziario, non per trarre guadagno, ma per non andare in perdita. Se il muso va in passivo inevitabilmente finisce col chiudere. Ecco perché parliamo di sostenibilità e alla lunga non è sbagliato definire il museo come servizio pubblico con una responsabilità sociale. Andare al museo è un diritto. Per questo motivo parliamo di fruibilità sociale”.

Lei è anche apprezzato critico d’ arte. Come sta messa l’arte contemporanea?

“Ha risentito della pandemia e del blocco di mostre e musei. Tutto questo ha spostato l’attenzione e la rotta sul digitale con pregi e difetti”.

Che consiglio si sente di dare a un giovane artista?

“Essere umile e non credersi arrivato, poi fare mostre e possibilmente andare in altre nazioni per costruirsi un bagaglio di esperienze”.

Ed ecco la professoressa Roberta Giuliani: “Nel dopo pandemia nasce un nuovo modello di museo, occorre riattivare e subito, relazioni interrotte. Il museo sia un posto di coinvolgimento emozionale che intercetta i bisogni e le esperienze personali”.

Bruno Volpe

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