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La pandemia mina pure la psiche: ora serve potenziare i centri riabilitativi

Inutile negarlo: con la pandemia c’è stato un aumento di casi psichiatrici esponenziale, ma ancora non si vede alcun intervento per salvaguardare la salute dei cittadini: insonnia, depressione e più in generale disturbi psichici più gravi sono in agguato per ciò che gli psichiatri definiscono il nuovo e dilagante ‘trauma da pandemia’. E in Puglia? Il consigliere regionale Marco Galante (Movimento 5Stelle) ha preso atto di tutto questo da tempo, sicchè nel corso delle ultime audizioni con vista sul personale che opera nelle strutture residenziali terapeutiche riabilitative -e in particolare nei CRAP (Comunità Riabilitative Assistenziali Psichiatriche) – ha chiesto alla Commissione di rivolgersi alle Asl per avere senz’altri indugi rapporti completi sulle strutture esistenti, appunto, in Puglia. Insomma, si tratta di approfondire la situazione del personale impiegato sul fronte della cura mentale, per comprendere quanti siano i soldati pronti alla ‘pugna’ contro la malattia. Vale a dire gli infermieri effettivamente presenti al fronte, fuor di metafora nelle strutture che curano i malesseri psicologici da Covid/19. Nel mirino sia i Crap (ove sono previsti trattamenti terapeutici h24) che le Comunità Alloggio (con copertura terapeutica h12), la regolamentazione vigente prevede la presenza indistinta di Collaboratori Professionali Sanitari (infermieri, educatori professionali, personale della riabilitazione) o Collaboratori Professionali Assistenti Sociali. E tutto questo senza tener conto delle specificità delle singole professioni, dei relativi profili professionali e ambiti di competenza. E purtroppo con la delibera di Giunta di giugno scorso s’è proceduto a rideterminare le tariffe delle strutture di riabilitazione psichiatrica, ma non è stata modificata la parte del regolamento riguardante, appunto, gli organici. <<Serve una modifica per garantire la presenza di un adeguato numero di infermieri, gli unici che abbiano le competenze per somministrare farmaci>>, incalza il consigliere Galante dopo le audizioni richieste dall’Ordine delle professioni infermieristiche sui regolamenti riguardanti le strutture della salute mentale. S’è celebrata la giornata mondiale della salute mentale e purtroppo i dati parlano d’un aumento dei disturbi psichiatrici, su cui sicuramente pesa e la pandemia, specie tra gli adolescenti e tra chi vive solo. E Galante sa anche pure che le strutture di riabilitazione psichiatrica rientrano nei LEA (Livelli essenziali di assistenza e cioè le prestazioni che il Servizio sanitario pubblico è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket)), ma sono ancora troppo pochi gli utenti,a ppunto, assistiti dal Servizio pubblico. E ancora meno gli operatori impiegati. Una situazione comune a tutta l’Italia, figurarsi, per cui il consigliere pugliese vorrebbe che la Regione recepisse quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni del 13 giugno 2013. E dunque potenziare gli organici delle strutture di riabilitazione psichiatrica pur di garantire la migliore qualità possibile di assistenza ai pazienti delle strutture riabilitative psichiatriche, visto che la pandemia da Covid/19 mina anche il benessere mentale delle persone.

 

Francesco De Martino

 

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