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La possibilità di terzo mandato per Decaro? Può ancora sperare grazie a Salvini

Il sindaco uscente di centrosinistra, quando gli conviene, è anche un po' "leghista"

Tanto tuona che…alla fine forse arriverà la pioggia! Infatti, a sperare che i “tuoni – come recita il ricordato detto popolare – alla fine porteranno comunque la pioggia è quasi sicuramente il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro (Pd), che da circa un anno e mezzo, ossia da dopo le elezioni politiche del 2022, non perde occasione per “martellare” il Governo ed il Parlamento con la richiesta di abolizione del limite dei due mandati consecutivi per i Primi cittadini dei Comuni nei quali è prevista l’ineleggibilità per un terzo mandato consecutivo, sin dall’introduzione dell’elezione diretta dei sindaci, vale a dire dal 1993. Difatti, una delle principali battaglie che da oltre un anno la presidenza Anci targata Decaro sta conducendo in maniera assidua ed assillate è sicuramente quella di far elevare almeno a tre i mandati consecutivi ai sindaci dei Comuni per i quali tale possibilità non è prevista dal Testo Unico sugli enti locali, ossia per le realtà con popolazione superiore a 5mila abitanti. Una “battaglia” che un primo risultato lo ha raggiunto di recente con il decreto governativo che ha abolito il limite di mandato per i sindaci dei Comuni con meno di 5mila anime, per i quali – come si ricorderà – in precedenza era già prevista la possibilità di una terza candidatura dopo due mandati consecutivi, ed esteso a tre i mandati possibili per i sindaci dei Comuni con popolazione fino a 15mila abitanti, per i quali invece valeva la regola dei due mandati, identica a quella dei Comuni maggiori, nei quali – come è noto – l’elezione dei Primi cittadini avviene con un eventuale ballottaggio tra i due candidati più suffragati al primo turno, qualora nessuno dei candidati sindaci in campo abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti validi, ossia almeno il 50% + 1 dei consensi. Però, il predetto recente decreto del governo Meloni, ora al vaglio della commissione “Affari istituzionali” di Palazzo Madama, non soddisfa pienamente l’Anci ed il suo presidente, Decaro, che ultimamente – come abbiamo già riferito in un altro nostro servizio della scorsa settimana – ha impugnato carta e penna per scrivere a tutti i parlamentari della Repubblica, chiedendogli di modificare, in sede di conversione in legge, la norma che prevede la possibilità di terzo mandato per i sindaci dei Comuni  tra 5 e 15mila abitanti e di estenderla anche ai Primi cittadini dei Comuni maggiori, tra i quali ricade Bari. Insomma, se – come recita un altro noto detto popolare -la speranza è l’ultima a morire, per il sindaco Decaro il terzo mandato resta ancora una speranza a cui aggrapparsi e nella quale sicuramente continua a confidare, nonostante sia da tempo già in campagna elettorale per un seggio al Parlamento di Bruxelles. Una speranza paradossalmente alimentata non dalla parte politica del sindaco Decaro, ossia il centrosinistra, ma da alcuni esponenti della parte avversa, ossia della maggioranza del governo di centrodestra e, in particolare, della Lega di Matteo Salvini, che lunedì scorso con il vicepresidente della Commissione “Affari Istituzionali” in testa, il senatore Paolo Tosato, ha presentato un emendamento al testo governativo di modifica delle norme elettorali per i Comuni con meno di 15mila abitanti, per estendere il terzo mandato anche ai sindaci dei centri maggiori. Un emendamento ancora più estensivo di quello leghista è stato presentato dal rappresentate delle Autonomie sud- tirolesi, Meinhard Durnwalder, che ha proposto addirittura l’eliminazione di ogni limite al mendato dei sindaci in maniera indistinta. Di contro, la senatrice Alessandra Maiorino del M5S ha presentato un emendamento in senso contrario a quelli dei due cita colleghi di parte opposta, per chiedere che il testo governativo venga modificato in senso restrittivo, ripristinando la norma che prevede il limite dei due mandati anche per i sindaci dei Comuni con popolazione compresa tra 5 e 15mila abitanti, lasciando però inalterata la modifica che prevede l’abolizione di ogni limite per i sindaci dei piccoli Comuni fino a 5mila abitanti. Secondo le previsioni, entro questa settimana la Commissione agli “Affari Istituzionali” del Senato dovrebbe discutere e votare tutti gli emendamenti al testo governativo. Poi, il decreto giungerà in Aula, dove però i numeri per l’approvazione di detti emendamenti sono alquanto incerti, soprattutto se a sostenere gli emendamenti leghisti sul terzo mandato non andranno in soccorso – come sembra – anche quelli di gran parte delle opposizioni, soprattutto di Pd ed M5S. Però, il sindaco di Bari e presidente Anci, Decaro, per qualche altra settimana può continuare a spera nella possibilità di un eventuale terza candidatura consecutiva a sindaco grazie al centrodestra e, in particolare, alla Lega di Salvini, i cui propositi legislativi di “Autonomia differenziata” sono notoriamente osteggiati dal Primo cittadino barese uscente, ma che invece per quelli di soppressione dei limiti di mandato per i sindaci anche dei grandi Comuni sono pienamente condivisi, anche contro quanto sostenuto in linea di massima dalla stragrande maggioranza delle forze di centrosinistra in campo nazionale. Come è già accaduto per Decaro sull’abolizione del reato d’abuso d’ufficio per i sindaci, abrogato dalla maggioranza di governo di centrodestra, ma con l’avversione del centrosinistra e, soprattutto, del Pd. In definitiva, il Primo cittadino barese uscente, Decaro, è di centrosinistra, ma forse è anche un po’ “leghista” per ciò che gli conviene. Come nel caso specifico dell’abolizione dell’abuso d’ufficio ed ora per l’introduzione del terzo mandato ai sindaci dei Comuni superiori a 15mila abitanti. Insomma, “Cicero pro domo sua!” se in ballo c’è l’interesse soggettivo e di prospettiva politica personale. Altro che….istituzionale, o parte politica!

Giuseppe Palella


Pubblicato il 14 Febbraio 2024

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