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“La presenza sugli scaffali di olio non interamente italiano è un problema serio”

“Sono felice anche se è un incarico di grande responsabilità” lo dice: Giuseppe De Mastri, nuovo presidente di Assoproli Bari. Il Quotidiano lo ha intervistato.

De Mastri, soddisfatto?

“Sicuramente è una bella esperienza, anche se si tratta di un incarico di grande responsabilità. Ringrazio i miei predecessori e chi ha avuto fiducia in me. Io vengo da questo mondo, mi sono formato in Assoproli e direi che è un approdo naturale”.

Come si muoverà?

“Devo comprendere ancora tante cose e direi che è prematuro. Tuttavia l’orientamento è quello di andare in continuità con le precedenti gestioni che bene hanno fatto, anzi hanno lavorato egregiamente per il nostro settore”.

Settore olivicolo, uno dei più importanti per la nostra regione e la nostra terra. Che problemi incontrate?

“Uno dei problemi più seri è la presenza sugli scaffali dei negozi di olio non interamente italiano che comunque porta questa etichetta di extravergine e in un certo qual modo, anche se nel rispetto della legalità, inganna il consumatore”.

Spieghi meglio…

“In Italia arriva una enorme quantità di olio da altri Paesi che viene mescolato a quello italiano. Come le dicevo la cosa è lecita, ma non bella. A nostro avviso occorrono maggiori controlli, ne invochiamo di più severi, e soprattutto una più robusta educazione alimentare da parte del consumatore. Da questo punto di vista noi di Assoproli ce la metteremo tutta per risolvere questo annoso problema che crea seri problemi al nostro olio”.

Insomma, olio straniero che viene preso per italiano e pugliese…

“Lo consente la legge…”.

Altri problemi…

“Stiamo pagando a caro prezzo ad esempio la siccità che ci obbliga a prelevare acqua dalla profondità della terra con evidenti costi di energia elettrica, poi le insostenibili spese del gasolio agricolo. Sin qui non abbiamo avuto il flagello della mosca bianca, speriamo che la mancanza di concimi chimici a causa del caro prezzo non consenta il ritorno del parassita. Oggi stiamo facendo colture biologiche, vedremo”.

Che annata si annuncia?

“Buona nella qualità, che potrebbe essere persino migliore a quella precedente, ma con un calo nella quantità, circa tra il 40 – 45 per cento in meno”.

Bruno Volpe

 

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