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La Puglia e i vaccini in azienda: “La solita politica degli annunci e non dei fatti

Il presidente Emiliano parla troppo, anche se si tratta di salute e tutela dei cittadini/lavoratori al tempo del Covid-19. I consiglieri Fratelli d’Italia Zullo e Caroli parlano chiaro, senza fronzoli. “Mentre in Emilia Romagna, per citare una Regione con la quale si fanno spesso paragoni, l’8 aprile scorso – subito dopo l’annuncio del Governo – si è iniziato l’iter per poter effettuare le vaccinazioni nelle aziende, in Puglia si è appena firmato il protocollo fra la Regione e le associazioni di categoria interessate, Confindustria in testa. Ma come affermato dal direttore del Dipartimento Sanità, Vito Montanaro, ora si dovrà redigere il documento attuativo che dovrà prevedere le linee guida, vale a dire ci vorrà non meno di un mese per poter fare la prima vaccinazione nelle aziende, che al contrario (quelle interessate, chiaramente) sono già pronte e si aspettavano subito le vaccinazioni”. Insomma, per i due consiglieri di Opposizione in via Gentile la sensazione è si prende tempo perché in realtà non ci sono vaccini sufficienti già per i cronoprogrammi ordinari e, quindi, ogni altro inserimento provoca necessariamente un allungamento dei tempi perché la ‘coperta’ delle dosi è sempre troppo corta. Questo è il vero problema per loro, a fronte di una macchina pubblica e volontaria che potremmo definire ‘da guerra’ per le somministrazioni. “E allora il presidente Emiliano faccia sentire maggiormente la sua voce: in Puglia servono vaccini. E ne servono tanti, specie in vista dell’estate e quindi della necessità di mettere in sicurezza uno dei principali settori economici della regione. Nel frattempo, perché questo compete alla Regione, continui a fare più tamponi e tracciamento, se davvero vogliamo tenere il più a lungo possibile la zona Gialla”. In ogni caso anche nelle aziende pugliesi il vaccino contro il Covid arriva, se non domani, almeno dopodomani. Si dovrebbe partire con il vaccino in ufficio entro fine maggio e le Regioni stanno lavorando d’intesa con il commissario per l’emergenza per somministrare, appunto, il vaccino sul luogo di lavoro e al momento sono quasi ottomila le aziende che hanno risposto all’appello di Confindustria su scala nazionale. Per il vaccino in azienda, come ha fatto sapere infatti il governatore pugliese, ci sono le linee guida per procedere alle somministrazioni sul posto di lavoro definite da governo e parti sociali, con la benedizione dell’INAIL. L’obiettivo è coinvolgere i lavoratori, anche quelli dell’indotto e le PMI, quindi secondo le nuove linee guida per il vaccino in azienda le imprese più piccole possono aggregarsi alle più grandi o anche appoggiarsi alla rete dell’Istituto contro gli Infortuni. Il vaccino Covid sul posto di lavoro dovrebbe tuttavia intercettare le categorie maggiormente esposte al rischio, ma senza considerare il requisito dell’età, tenendo d’occhio soprattutto i soggetti maggiormente a rischio, facendo riferimento alle certificazioni delle aziende stesse o in mancanza dell’Azienda Sanitaria di riferimento ai fini della vaccinazione, sempre in ambiente protetto.

Francesco De Martino

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