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La Puglia è l’unica a non avere ancora un esecutivo tra le regioni chiamate al voto

“Efficienza” e “decisionismo” almeno questa volta non possono essere il “piatto” forte del riconfermato governatore pugliese, Michele Emiliano. Infatti, il presidente della Regione Puglia, che non di rado si vanta delle sue pratiche di governo, in particolar modo del costante rispetto del principio di legalità, in quest’avvio di suo secondo mandato da governatore non sta di certo facendo bella figura a livello politico nazionale per il ritardo accumulato nella formazione della nuova Giunta. E, per di più, in un momento di particolare crisi sanitaria come l’attuale, oltre che economica e sociale dovuto alle dirette conseguenze della prima. Le voci fuori dal coro che hanno evidenziato queste defaiances politiche (ma evidentemente anche organizzative ed amministrative) del rieletto governatore pugliese sono stati due suoi ex sfidanti alle regionali del 20 e 21 settembre scorsi. Ossia, il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto, – come si ricorderà – ex candidato governatore per “Italia Viva” di Matteo Renzi ed “Azione” di Carlo Calanda, e l’eurodeputato Raffaele Fitto di “Fratelli d’Italia”, ex aspirante governatore per la coalizione di centrodestra. Infatti, il sottosegretario di Iv alla Farnesina con una nota ha rilevato: “Esiste un inaccettabile stridore e una insostenibile contraddizione fra le notizie via via più drammatiche dell’andamento della pandemia in Puglia e il balletto insulso del corteggiamento insistito e non necessario di Michele Emiliano e del centrosinistra (ndr – pugliese) al Movimento Cinquestelle”. E, proseguendo, Scalfarotto ha affermato: “Che l’operazione sia apertamente truffaldina nei confronti dei cittadini, alterando in modo grave gli equilibri di rappresentanza è argomento persino troppo ovvio per essere ribadito; ma se la si deve fare sporca, almeno la si faccia subito”, perché “è inaccettabile – per il noto esponente del partito di Renzi nel governo Conte 2 – che a quasi due mesi dalle elezioni la Puglia sia ancora priva di un Governo nella pienezza delle sue funzioni”. Quindi, ha esortato Scalfarotto: “lasciamo le stelle che stanno a guardare ai romanzi di Cronin” ed “il presidente eletto, se sa e può, governi come suo dovere”. Di tono decisamente e politicamente più pungente, invece, la dichiarazione di Fitto, che ha puntualizzato ancor di più gli aspetti negativi del ritardo accumunato dal presidente Emiliano per la nomina dei suoi dieci assessori per il governo della Puglia del prossimo quinquennio. Infatti, il co-presidente del gruppo europeo di “Ecr-Fratelli d’Italia”, che attualmente è anche consigliere regionale pugliese (essendo stato – come è noto – il migliore per risultato tra i candidati presidenti sconfitti alle elezioni di settembre scorso) perché non ha ancora optato quale delle due cariche elettive intende esercitare, ha dichiarato: “La Puglia è l’unica fra le Regioni chiamate al voto il 20 e 21 settembre a non avere ancora un governo regionale insediato e operativo”, rilevando che “tutti gli altri presidenti, insieme ai loro assessori, stanno affrontando l’emergenza delle emergenze, la pandemia e le sue conseguenze economiche e sociali”, ma in Puglia non ancora, perché il candidato vincitore delle elezioni, Emiliano per l’appunto, proclamato il 29 ottobre scorso,  “al 16 novembre è ancora intento a sfogliare la margherita: questo sì, questo no”. “In barba – ha sottolineato Fitto – alla principale legge regionale, lo Statuto, che dà 10 giorni di tempo (dalla proclamazione) per la nomina degli assessori”. Quindi, ha proseguito l’eurodeputato e consigliere regionale di Fdi, “il tempo ormai è scaduto dall’8 novembre, ma nel frattempo siamo senza un assessore alla Sanità, senza un assessore all’Agricoltura (mentre la Xylella ha colpito altri 40 ulivi e avanza verso Nord e a fine dicembre rischiamo di restituire all’Europa oltre 200 milioni di euro di aiuti non utilizzati), senza un assessore allo Sviluppo Economico (mentre l’economia pugliese è in ginocchio) e potrei continuare per ciascun settore”, precisando che dopo la proclamazione formalmente sono decaduti tutti gli assessori della Giunta uscente, per cui la Puglia non ha un governo regionale nella pienezza delle sue funzioni. Pertanto, l’ex sfidante di centrodestra alle scorse regionali ha concluso evidenziando ancora una volta con ironia che “con Emiliano, uomo di legge, in Puglia a non essere rispettata è proprio la legge”. Ma anche “con buona pace – per Fitto – di chi politicamente (e non solo) dovrebbe quanto meno indignarsi… e non solo” di tale ritardo. Per la cronaca, riferiamo ai nostri lettori che, secondo indiscrezioni, il presidente Emiliano avrebbe già da tempo in tasca la rosa dei nomi per il nuovo esecutivo. Però, ancora non la formalizza con i relativi decreti di nomina, perché speranzoso di poter allargare il perimetro della sua maggioranza anche al M5S, con l’inclusione in Giunta di rappresentate di tale forza politica. Ed il dilungarsi dei tempi di tale operazione sarebbe causato proprio dal tergiversare di parte dei 5 consiglieri pentastellati pugliesi nel decidere se entrare o meno a far parte della maggioranza che sostiene il riconfermato governatore che, come si ricorderà, è stato fortemente contrastato proprio dall’opposizione del M5S nel corso della sua prima legislatura. Al momento, quindi, non si sa ancora come questo tentativo politico di Emiliano con il M5S si potrà concludere. Però, se il ritardo dei “5 Stelle” nel decidere avesse come recondito obiettivo quello, in ogni caso, di voler far fare una figuraccia politica ad Emiliano per tale iniziativa, allora non si può non rilevare che i pentastellati stanno riuscendo pienamente nell’intento. E, in tal caso, questo potrebbe essere verosimilmente solo il primo di una lunga serie.

 

Giuseppe Palella

 

 

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