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La Puglia firma il suo ‘no’ al cibo sintetico

No, no e ancora no al cibo sintetico dalle nostre parti, dove si vuole continuare a sapere bene cosa mangiamo. Raccolte, difatti, circa 30mila firme in una settimana in Puglia per promuovere una legge che vieti produzione, uso e commercializzazione del cibo sintetico in Italia, con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che aderisce alla petizione. E’ quanto afferma Coldiretti/Puglia, in occasione del consiglio regionale della Puglia, dove hanno firmato la petizione per lo stop al cibo sintetico la presidentessa del Consiglio Loredana Capone e i consiglieri Scalera, Perrini, Cera, Caroli, Conserva, Giacomo Diego Gatta, Gianfranco De Blasi, Curto, Zullo, Sisto, Bellomo e Lopalco. Eggià, dopo la carne ‘Frankenstein’ è arrivato il pesce fuor d’acqua di mare e il latte senza mucche, nuovo simbolo dell’attacco alle stalle e all’intero <<Made in Italy>> a tavola portato dalle multinazionali del cibo, un’aggressione che, dietro belle parole come “salviamo il pianeta” e “sostenibilità, nasconde l’obiettivo di arrivare a produrre alimenti facendo progressivamente a meno degli animali, dei campi coltivati, degli agricoltori stessi, mentre il 94% dei pugliesi non si fida degli alimenti costruiti in laboratorio tra provette e processori, perché preferiscono mangiare solo cibo naturale coltivato e allevato (74%), manifestano consistenti dubbi sul fatto che siano sicuri per la salute (13%), mentre il 7% dei pugliesi lo boccia perché il cibo sintetico sfrutta comunque le cellule animali, secondo il sondaggio condotto sul sito puglia.coldiretti.it. Dopo l’autorizzazione per il consumo umano concessa dall’autorità alimentare americana Fda ai filetti di “pollo” creati in laboratorio dalla Upside Foods, azienda statunitense finanziata da big della finanza mondiale come Bill Gates, Richard Branson e il fratello di Elon Musk – insiste Coldiretti – il rischio è una diffusione anche nell’Unione Europea dove già ad inizio 2023 potrebbero essere introdotte le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue. Le bugie sul cibo in provetta confermano che c’è una precisa strategia delle multinazionali che con abili operazioni commerciali puntano a modificare stili alimentari naturali fondati su qualità e tradizione, mentre l’ultima deriva a tavola arriva dalla Germania coi bastoncini di sostanza ittica coltivati in vitro senza aver mai neppure visto il mare. E negli USA – con un’abile strategia di marketing- si stanno buttando sul ‘sushi’ in provetta. La società tedesca impegnata nel progetto promette di ricreare in laboratorio pure carne di salmone atlantico, trota iridea e carpa partendo da cellule coltivate e arricchite di proteine vegetali, mentre negli Stati Uniti il colosso Nomad Foods – proprietario della Findus – ha firmato un accordo con un’altra società californiana per studiare il lancio di pesce da colture cellulari. Insomma, siamo davvero alla deriva alimentare iniziata con la carne sintetica della società americana Beyond Meat.e sostenuta da importanti campagne di marketing che tendono a nascondere interessi commerciali e speculativi enormi. Per quanto riguarda la carne da laboratorio ad esempio – spiegano dalla Coldiretti – la verità che non viene pubblicizzata è che non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore e non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato. La sostituzione del cibo naturale coltivato nei campi con quello di laboratorio attraverso la chimica e intrugli vari mette in serio pericolo il ‘made in Italy’, a partire proprio da quella ‘Dieta Mediterrenea’ che nel nostro Mezzogiorno va per la maggiore tra pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino o ‘pizzaebirra’…altro che carne sintetica…

Antonio De Luigi

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