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“La questione delle liste d’attesa subito in Consiglio”

Non si può aspettare i tempi infiniti della politica, delle proposte di legge da approvare o dell’amministrazione pubblica che giunge sempre con colpevole ritardo, specie se bisogna sanare la grande piaga delle liste d’attesa in Puglia. E cioè della gente che magari muore, in attesa di un’analisi o di una tac per capire se c’ha un tumore, oppure no. I consiglieri regionali del Partito Democratico Fabiano Amati, Vincenzo Di Gregorio e Ruggiero Mennea lo hanno compreso e si stanno muovendo di conseguenza. “Le lunghe attese in sanità non possono aspettare i nostri comodi e il nostro calendario lavori non propriamente veloce e appassionato. Per questo abbiamo chiesto al presidente del Consiglio regionale l’immediata convocazione di una seduta per esaminare la proposta di legge sulle liste d’attesa già all’ordine del giorno”. Per i consiglieri del piddì è quella la sede più giusta per dettare le norme organizzative più “idonee e urgenti”, a cominciare dalla sospensione dell’attività a pagamento per poi continuare sul Cup unico regionale e sulle prenotazioni automatiche per le prestazioni di controllo, con la possibilità conseguente di non sprecare, com’è accaduto in passato, i 15 (diconsi quindici!) milioni di euro in prestazioni aggiuntive disposte con la legge di assestamento del bilancio 2022. “Queste risorse vanno indirizzate ad assicurare prestazioni aggiuntive per tutte le prestazioni tempo-dipendenti, con priorità per la diagnosi di tumori e l’attività chirurgica di asportazione”, precisano Amati, Di Gregorio e Mennea, disponibili a collaborare anche nella funzione di assistenti amministrativi h24 del Dipartimento salute per adeguare il sistema a modalità organizzative più razionali e rispettose delle leggi e a controllare l’attività delle direzioni generali di quelle aziende sanitarie locali che, a dire dell’assessore alla Salute Rocco Palese, sono il più grande problema organizzativo del sistema sanitario regionale. Un sistema che vacilla sotto i colpi di ritardi su ritardi nelle prestazioni a beneficio dei pugliesi, mentre prende ancora più corpo la proposta di intervenire in maniera efficace sulle liste d’attesa incrementando -ad esempio – l’offerta di prestazioni sanitarie. Anche attraverso l’ampliamento del numero delle prestazioni ambulatoriali che le singole Asl acquisterebbero dalle strutture ambulatoriali private accreditate e in ogni caso il problema è che le liste di attesa in Puglia richiedono molto di più di quanto programmato, per essere davvero abbattute, anche e forse soprattutto dal punto di vista del personale da mobilitare.

Francesco De Martino

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