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La rabbia degli addetti alle pulizie: “Ci tagliano la busta paga”

Vertenza che sembra infinita, quella dei pulitori al servizio dell’Università del capoluogo, tanto che ieri mattina i sindacati sono stati costretti a inscenare l’ennesima manifestazione (con ‘sit/in’ di protesta) fino a mezzogiorno, sempre dinanzi a Palazzo Ateneo. A provocare il ritorno in piazza dell’Unione Generale del Lavoro le decisioni adottate dall’Università di Bari con la riduzione delle ore di lavoro a danno esclusivo, si capisce, delle maestranze impegnate nell’appalto di pulizie presso l’Università di Bari. Nel mirino dei rappresentanti sindacali il bando di gara pubblicato dall’ente universitario che contempla una evidente riduzione dei servizi prestati e, conseguentemente, delle ore di lavoro, contratti e retribuzioni. Un nuovo bando di gara -…nuovo si fa per dire – pubblicato addirittura nel 2019, ma che fino a oggi non è ancora vigente, in cui è indicata un’inspiegabile riduzione degli spazi che la ditta incaricata dovrà curare, diminuendo le superfici (aule, bagni, uffici, laboratori, biblioteche, eccetera eccetera) rispetto agli spazi previsti nel precedente bando di gara. Quello, tanto per capirci, attualmente in vigore. Giovanni Vasienti dell’Unione Generale del Lavoro di Bari, parla chiaro: <<È palese che confrontando le tabelle da capitolato, presenti nei bandi di gara, tra quello attuale pubblicato nell’anno 2013 e aggiudicato nel 2015 e il nuovo pubblicato tre anni fa, emerge che la maggior parte delle strutture universitarie presenti nella Provincia di Bari hanno subito magicamente un rimpicciolimento di migliaia di metri quadrati nel bando del 2019>>. Un gioco di prestigio che -vale la pena ribadirlo – non è piaciuto agli addetti alle pulizie dell’Università. In effetti i “Mq” indicati nelle tabelle di ogni singolo plesso universitario non coincidono con quello precedente, nonostante tutti i plessi siano rimasti invariati rispetto al passato. E non basta. Confrontando le tabelle presenti nei bandi di gara con la gara del quadriennio 2007-2011, i rappresentanti dei lavoratori hanno anche annotato altre anomalie e differenze. Riepilogando: sembra quasi che nel corso degli anni i plessi universitari aumentino o diminuiscano di volume a fisarmonica, nonostante siano sempre gli stessi ma soprattutto, alla fine degli accordi contrattuali, diminuiscano le ore necessarie per ripulire gli ambienti. Oltre che, ovviamente, il salario e reddito di ogni singolo addetto al servizio. Insomma, sono parecchie le cose ancora da chiarire per i sindacati che ieri mattina sono scese in piazza di fronte all’ingresso dell’Ateneo. <<È opportuno evidenziare che l’indicazione dei Mq è fondamentale nel calcolo delle rese Mq/h -metro quadro per ogni ora di lavoro- da cui si calcolano le ore necessarie per espletare il servizio>>, incalza Vasienti. E tanto per fare qualche esempio: nel bando è previsto che per spolveratura, spazzatura e lavaggio del pavimento degli uffici è stata indicata una resa di di 400 mq/h. Ergo, per pulire un ufficio di 20 mq sono stati destinati 3 minuti a intervento (2 interventi a settimana per un totale di 6 minuti) ma per mantenere i luoghi di lavoro puliti i calcoli da rare -sempre secondo i sindacati – sono completamente diversi. Una situazione ingarbugliata che, però, ancora non si sblocca, nonostante dal lontano 2016 siano state non poche le manifestazioni, sempre a causa da quelle benedette “”rese mq/h””, a giudizio di lavoratori e loro rappresentanti troppo alte. Finendo per danneggiare gli anelli più deboli della catena, con contratti tagliati fino al 30 per cento nelle buste/paga di circa centocinquanta dipendenti impegnati nell’appalto pulizie all’Università di Bari per colpa di quella che potrebbe essere una ‘svista’ in bandi e relativi capitolati di gara. Ieri in tarda mattinata Magnifico Rettore e dirigenti dell?Ateneo barese hanno incontrato i sindacati Ugl/Bari, stabilendo di rimettersi attorno al tavolo del confronto per approfondire e rimediare possibili errori materiali nella stesura degli atti contrattuali per le pulizie degli ambienti di lavoro dell’Università.

Francesco De Martino

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