Cronaca

La rabbia degli ausiliari ospedalieri: “Nessuno tutela i nostri diritti”

Tornano a far sentire la propria voce i lavoratori ausiliari della Sanità pugliese, in particolare dipendenti dell’Azienda Consorziale Policlinico di Bari e dell’Azienda Sanitaria Locale del capoluogo da cui dipendono -tra gli altri – gli ospedali “San Paolo” e “Di Venere” di Bari-Carbonara. Lavoratori che domani mattina – a partire dalle nove in punto – andranno a manifestare davanti alla nuova sede della Regione, situata in Via Giovanni Gentile, a Bari. Non è difficile conoscere i punti fermi della vertenza in atto da tempo, a cominciare dalla progressione di carriera verticale per tutti i dipendenti già in servizio (da anni), con il rilascio immediato dell’attestato di riqualificazione di ‘operatore socio-sanitario’, pur avendo già frequentato in precedenza corsi di formazione specifici per diventare, appunto, operatori socio-sanitari. <<Noi ci sentiamo traditi, demoralizzati e delusi dai sindacati e dalle nostre Aziende Sanitarie di appartenenza perché non ci tutelano. Anzi, negano un diritto sacrosanto per noi, ma soprattutto un diritto che dovrebbe essere stato già acquisito in capo a quella utenza che ogni giorno affluisce e beneficia dei nostri servizi. E alla fine, se continueranno a rimanere sordi alle nostre richieste, ci saranno conseguenze sia sul versante sanitario e sia sociale, creando una chiara deistituzionalizzazione dell’utenza implicando un concetto dell’ottica dell’assistenza>>. Chi ha seguito da anni, ormai, la vertenza dei lavoratori ausiliari che si sacrificano ogni santo giorno nelle corsie dei nostri ospedali, sa bene che le considerazioni di cui sopra hanno portato alla formazione di un profilo professionale polivalente, privilegiando in fondo quella che potrebbe essere una Sanità futura. La formazione e la riqualificazione di tali operatori è stata inoltre confermata negli anni addietro anche dal Piano Sanitario Regionale della Regione Puglia con un fiume di soldi proveniente dalla Comunità Europea, ma mai adeguati sia contrattualmente che con gli avanzamenti a un profilo per il quale le Aziende li hanno riqualificati, gli stessi ausiliari di Policlinico, Ospedale San Paolo e Di Venere in particolare. Cosa accadrà domani dinanzi ai cancelli di via Gentile? <<Confidiamo nell’intervento dei vertici sanitari, politici e amministrativi dell’Ente e delle aziende sanitarie per dare voce a questa battaglia tra poveri, che ci da l’unica possibilità di partecipare a questo concorso non da spettatori, bensì da attori>> Insomma, ancora in fibrillazione centinaia di lavoratori pronti, in casi estremi, a reinstaurare lo stato di agitazione. A guidare la protesta anche i sindacati autonomi, pronti nuovamente a denunciare l’ennesima azione a discapito dei lavoratori, addetti alle pulizie, custodia e guardiania: una situazione insopportabile per i lavoratori ausiliari del Consorziale di Piazza Giulio Cesare, ma anche degli altri nosocomi meno estesi delle aziende sanitarie locali baresi, in passato rimasti addirittura senza stipendi, costretti negli anni passati a incrociare le braccia in segno di protesta, anche solo per il ritardo nel pagamento del salario. I lavoratori, infatti, già in passato hanno chiesto l’intermediazione dei vertici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico, annunciando di voler proseguire a oltranza la protesta visto e considerato che le loro richieste sono rimaste lettera morta.

Francesco De Martino


Pubblicato il 27 Febbraio 2019

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio