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La rabbia dei disabili: “Regole uniche per le nostre forniture”

Che fatica e quante umiliazioni costa ogni santo giorno essere diversamente abili, a Bari, quando al dolore e alle frustrazioni si aggiungono lungaggini e attese di settimane e settimane per avere un apparecchio acustico o quattro confezioni di pannoloni. Lo sanno bene quelli che ieri mattina hanno manifestato sul lungomare di Bari, in testa la candidata presidente Antonella Laricchia (Cinquestelle) che alla fine ha espresso rabbia e risentimento di tutti. “Se Emiliano e Montanaro si fossero adoperati per ascoltare le persone disabili come hanno fatto per cercare di far saltare la manifestazione di oggi, a quest’ora avrebbero probabilmente risolto la situazione. Invece Emiliano finge di non essere assessore alla Sanità (anzi lo ammette) e di provare a cercare una mediazione con la Azienda sanitaria locale di Bari, mentre Montanaro dopo aver fatto stare per ore sotto il sole i manifestanti ha deciso (bontà sua) di incontrarli per fare sempre le stesse promesse. Lo ripetiamo ancora una volta: non si può risparmiare sulla pelle delle persone più deboli”. Il sit-in di ieri mattina dinanzi alla presidenza regionale pugliese era stato organizzato davanti alla presidenza della Regione per dire no alle procedure d’appalto al ribasso per la fornitura di dispositivi e ausili protesici volute, appunto, dalla Asl di Bari. “Non capiamo perchè solo la Azienda sanitaria di Bari si comporti diversamente dalle altre Asl pugliesi – incalza Antonella Laricchia –  che hanno avviato appositi tavoli per la definizione di un accordo quadro multi-fornitore. Una procedura che garantirebbe sia la migliore assistenza per gli utenti che una maggiore apertura al mercato. Servono linee guida univoche. Con le gare al massimo ribasso, infatti non si può garantire all’utente la libertà di scelta del fornitore locale e soprattutto la personalizzazione degli ausili, che è fondamentale. Carrozzine, deambulatori e anche le protesi acustiche non possono essere in serie, ma devono essere modulati sulle caratteristiche di ogni persona, come avveniva fino a qualche mese fa. Questa mattina mi hanno raccontato di carrozzine arrivate da Torino senza neanche aver visto gli assistiti, che in molti casi hanno dovuto rimandarle alle Asl perché non andavano bene per i loro bisogni. Le carrozzine standard possono provocare piaghe da decubito e peggiorare la condizione degli assistiti e questo non è ammissibile. Peraltro non si tratta neanche di una scelta economica, perché spesso costano più, pur non andando bene e bisogna sostituirle, pagando quindi una spesa doppia. L’assessorato alla Sanità non può continuare a lavarsene le mani: serve un intervento immediato e uniformare le procedure per tutte le aziende sanitarie locali pugliesi. Il tempo delle promesse è finito”. Magari fosse vero…

 

Francesco De Martino

 

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