Primo Piano

La rabbia dei lavoratori Sanitaservice: “Gli impegni sui servizi ‘in house’ vanno rispettati”

 

Firmato ormai da tempo il protocollo d’intesa tra sindacati e assessore alla Sanità della Regione Puglia, ancora in bilico le decisioni che contano sulla società ‘in house’ regionale che cura i servizi della sanità nelle province pugliesi. E ieri mattina, come preannunciato, le Unità Sindacali di base hanno guidato la protesta dei lavoratori dinanzi alla sede della Regione Puglia, sul lungomare di Bari. In ballo le linee guida degli accordi per la “internalizzazione” di quei servizi che negli ultimi dieci anni erano stati dati in gestione a ditte private con le conseguenze sotto gli occhi nella gestione della sanità pugliese e che con gli ultimi governi Vendola parevano stare per cambiare. Invece oggi, come sottolineano i sindacalisti Usb, sotto la pressione ‘lobbistica’ delle grandi centrali cooperative (e non solo) si sta cercando di tornare indietro rispetto ad un percorso che ha portato al miglioramento della qualità del servizio, ma soprattutto a risparmi milionari per le Aziende Sanitarie Locali pugliesi rispetto a quando quei servizi erano gestiti dai privati. <>, il punto fermo dei sindacalisti ieri mattina dinanzi alla sede regionale riferendosi ai nuovi bandi per il servizio informatico. Servizio che tra l’altro, prima della sua internalizzazione, è stato “attenzionato” anche dalla Magistratura leccese. Se passa questo principio sarà l’inizio della fine delle società in huose. Ancora al guado, dunque, la situazione Sanitaservice nelle cinque province della Puglia. Puntuale, quindi, l’appello al capo della giunta regionale pugliese. <>, lo slogan più ricorrente ieri anche durante il blocco del traffico –in realtà durato pochi minuti – dei dipendenti di Sanitaservice, come detto, in presidio a Bari a partire dalle undici. Rabbia per gli impegni non mantenuti, dunque, e per questo c’è chi teme che il banco internazionalizzazione dei servizi sanitari rischi di saltare in Puglia, nonostante le prime assunzioni della seconda giunta Vendola che smantellavano il vecchio sistema degli appalti su cui, per anni, si è retta la gestione dei servizi di ausiliariato, pulizia, portierato e via dicendo. Fatto sta che gli accordi sottoscritti all’inizio dell’anno, come detto, sono rimasti lettera morta, almeno fino alle ultime riunioni con lo stato di agitazione e lo sciopero di ieri, con le organizzazioni sindacali di base ferme sulla richiesta di mutare i punti salienti dell’accordo sottoscritto a suo tempo. Punti che potrebbero mettere a repentaglio l’intero assetto delle Sanitaservice regionali, ignorando alcuni servizi di manutenzione verde e gestione del servizio informatico.  Che, stando così le cose, a partire dell’anno prossimo potrebbero essere nuovamente catapultati sul libero mercato e affidati a società esterne, mediante gare d’appalto. Un obiettivo non dichiarato, ma sotteso negli accordi politici di chi non mira certo a tutelare gli interessi dei lavoratori Sanitaservice o meglio, come hanno puntualizzato ieri i rappresentanti Usb, “Una vera beffa per i lavoratori già assunti e per i contribuenti pugliesi che, con l’internalizzazione, hanno toccato con mano un risparmio  pari a quasi 2 milioni di euro l’anno”, hanno ripetuto ieri i responsabili Usb. Un bel risultato, in tempi di crisi, che dovrebbe far gola ad un governo regionale che invece parrebbe intenzionato a fare a meno di queste minori spese, tutelando, forse, ben altri interessi.

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 10 Settembre 2014

Articoli Correlati

Back to top button