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La Regione pronta a pagare il conto per la costruzione della nuova sede unica

“Com’e’ noto le sentenze non si commentano, ma si interpretano e soprattutto si applicano”. Lo ha spiegato ieri il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, prendendo atto del verdetto con cui il Consiglio di Stato – cosi’ come riportato oggi da giornali locali – ha riaperto le procedure di aggiudicazione della gara di progettazione e dei lavori di realizzazione dei nuovi uffici dell’Assemblea legislativa pugliese, a Bari, in via Gentile. “Non ho ancora avuto la possibilita’ di approfondire la decisione del Consiglio di Stato, sta di fatto – ha sottolineato

Introna, candidato alla Regione  con Michele Emiliano – che i lavori sono in stato avanzato di realizzazione, siamo ad oltre le opere murarie completate e mi riferiscono, ma chiunque – aggiunge Introna – passando puo’ verificarlo, anche l’infrastruttura di acciaio e cristallo e’ stata approntata e sono iniziate le operazioni di montaggio. Gli edifici potranno essere completati entro l’anno corrente”. Resta che i

rappresentanti di una delle ditte che ha partecipato dalla gara d’appalto si sono visti sancire dal Consiglio di Stato un danno dall’estromissione, danno che si sarebbe potuto evitare – secondo la tesi giuridica – nel 2013, con i lavori ancora allo

stadio iniziale, grazie ad un’azione in autotutela della Regione. “Mi auguro che questa pronuncia non rappresenti un ostacolo e un motivo di blocco di un’opera pubblica cosi’ importante e attesa da ben quarantacinque anni dalla comunita’ regionale. L’auspicio – ha concluso Introna – e’ che le parti si incontrino e che in sede processo civile, facendo giustizia, si proceda a valutare anche le compensazioni economiche per le imprese interessate”. Ora, però, appaiono piuttosto tardive le dichiarazioni il presidente del Consiglio regionale pugliese, che già due anni fa, come riconosce lui stesso, poteva sedersi al tavolo per discutere con l’impresa guidata dall’ing. Michele Cutolo le istanze per rivedere l’appalto della nuova sede regionale.  Infatti pochi ricordano che c’è ancora un processo penale in corso presso il Tribunale di Bai sulla gara, anzi meglio sul progetto della nuova sede del Consiglio regionale. Un progetto che ha continuato a ballare per parecchio tempo tra aule di magistrati e commissioni aggiudicatici, a loro volte bloccate da altri ricorsi per le incongruità progettuali, a cominciare da quando il Tribunale Amministrativo della Puglia accolse parzialmente il primo ricorso presentato da uno studio professionale barese contro quello classificatosi al primo posto, escludendo il secondo e il terzo classificato. Ma alla fine i responsi dei magistrati e giudici amministrativi di primo e secondo grado non hanno mutato di molto la sostanza, in quanto il vincitore della gara per decidere il progetto della nuova sede regionale pugliese rimase lo stesso, nonostante la conclusione delle indagini preliminari, avviate dal Sostituto Procuratore dell’epoca, Roberto Rossi. E cioè lo Studio Valle Progettazioni – capofila del raggruppamento temporaneo di professionisti baresi e leccesi – che si era aggiudicato l’appalto della Regione Puglia. Esclusi invece per non aver prodotto tutti gli elaborati richiesti, i due raggruppamenti di studi che si erano classificati al secondo e terzo posto. Una sentenza che accoglieva solo parzialmente, come si ricorderà, il ricorso presentato dallo studio dell’ing. Michele Cutolo (lo stesso che segue la progettazione presentata dalla ditta Pizzarotti per la costruzione della Cittadella della Giustizia a Bari) che era arrivato quarto. Difatti il Tar Puglia aveva considerato validi i punteggi attribuiti nel confronto a coppie, nonostante l’esclusione di due partecipanti, anche se il giudice amministrativo non era entrato nel merito del ricorso e in particolare su quella che i legali del ricorrente definirono subito “l’incredibile circostanza secondo cui ogni commissario ha attribuito punteggi perfettamente identici per ciascuno degli elementi considerati”. Il giudice amministrativo –e quello penale ha fatto altrettanto- ha ritenuto questo fatto “suggestivo”, tanto da “ipotizzare illegittimità che sconfinerebbero addirittura in condotte illecite”, termine che Cutolo non aveva nemmeno utilizzato, ma in ogni modo elementi che stanno per essere ancor più approfonditi in sede penale, dopo la conclusione delle indagini preliminari seguite dal Pubblico Ministero nell’ambito del processo per falso materiale e ideologico che ha coinvolto l’allora dirigente del settore contratti e appalti della Regione, braccio destro del presidente Fitto e responsabile unico del procedimento, Salvatore Sansò. Nel frattempo sono stati assolti quattro componenti della commissione della gara; i fatti passati sotto la lente dalla procura barese vanno dal 2003 al 2006 e riguardano anche il piano della ristrutturazione del centro servizi in via Gentile, scelto per ospitare anche gli uffici degli assessorati e finito al centro del tiro al bersaglio di giornali come il Sole24 ore, per aver previsto asili e campi di calcetto per i dipendenti. Ma torniamo alla gara finita nel mirino degli investigatori baresi: l’incarico di progettazione, almeno inizialmente, venne affidato ad un gruppo tecnico regionale che però poi chiese aiuto all’ esterno. La consulenza viene assegnata al raggruppamento vincitore della gara per la progettazione della nuova sede e pagata 90 mila euro. L’ entità del compenso sarebbe stata stabilita «al di sotto della soglia comunitaria» per poter ricorrere ad un affidamento diretto rispecchia un altro degli elementi al vaglio dei magistrati, sui quali oggi dovrà riflettere un ente che non pare proprio aver applicato i principi di legalità e trasparenza, nell’appalto per la costruzione della sua sede unica, a Bari.

 

Francesco De Martino

 

 

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