“La regola del silenzio” di Oscar Farinetti
Nostra intervista con l’imprenditore autore del suo primo romanzo

Un eccellente romanzo che tratta temi delicati come l’amore, il silenzio, la parola e non è un ossimoro. Parliamo de “La regola del silenzio” edito Bompiani, scritto dall’affermato imprenditore Oscar Farinetti, al suo primo romanzo, anche se di libri ne ha pubblicati altri diciotto prima. Il volume è affascinante, ottimamente scritto e per certi versi è un thriller a tutti gli effetti. Abbiamo intervistato Oscar Farinetti.
Farinetti, siamo al suo primo romanzo…
“A me è piaciuto sempre scrivere e non esagero quando dico che oggi, paradossalmente questa è la mia occupazione principale. In verità di libri ne ho scritti altri e tanti ne ho nel cassetto, ma non li ho mai dati e proposti all’ editore, che invece ha accolto questo con entusiasmo e gli è piaciuto tanto, come ad altri lettori”
Che genere di libro è?
“In alcune parti possiamo definirlo un thriller, ma non cruento e quasi secondo le regole del tenente Colombo. Ti fa comprendere come sono andate le cose, i fatti ed anche il colpevole anche se qui alla fine ci sta una sorpresa”.
Il protagonista è Ugo Giramondi…
“Ugo Giramondi è un personaggio che ci porta a riflettere su tante cose. Egli, per un evento negativo della sua vita, la morte del nonno Chiodo, smette di parlare ma non diventa clinicamente muto, E da allora coltiva quella che io chiamo l’arte del silenzio. Oggi, nell’ epoca dei social e delle comunicazioni esagerate, si parla troppo e a casaccio, spesso male. Sui social si mettono foto del proprio vissuto, di che cosa abbiamo visto, fatto o sentito. Fuffa che non interessa a nessuno, ma esalta solo il nostro ego. Nei discorsi, prevale l’io narcisista, non si fa attenzione a quello che dice l’altro. Manca l’arte paziente dell’ascolto e allo stesso tempo della parola sincera e costruttiva. Ci si attacca, ferisce o si dicono inutilità. In più tanti giovani sembrano nati vecchi”.
Il silenzio…
“Se serve a meditare e pianificare cose serie, è utile. La regola del silenzio, come dice il titolo, è la misura dell’amore e a mio avviso se si ama davvero, con la persona cara ci sono momenti nei quali è piacevole stare in silenzio rispettoso dei confini e spazi altrui”.
È un libro sull’amore…
“Il protagonista, Ugo prova amore, lo sente e lo vuole, ma lo esprime a modo suo persino col silenzio e lo sguardo. Inoltre egli legge molto, ha una collezione infinita di libri e si cala nei personaggi, specie quelli dei classici. Attualmente in Italia leggiamo poco. Siamo il terzo pil di Europa, ma nella classifica dei lettori ci piazziamo 23 su 27. Non abbiamo l’abitudine a leggere, preferiamo il telefonino”.
Da imprenditore di classe. Come sta messa l’Italia?
“Sento gente che gode delle disgrazie della Francia, in parte è spiegabile con la storica rivalità. Ma dimenticano che i francesi hanno un debito pubblico di molto inferiore al nostro. In ogni caso, non siamo messi malissimo, anche se dovremmo accentuare la produttività e la competitività dei prodotti. Siamo ottimi esportatori e devo elogiare gli imprenditori della Puglia che conosco e sono bravissimi, gente capace. La Puglia è una regione che dimostra carattere, persone brave a creare in mezzo a situazioni e infrastrutture da rivedere”.
Come nazione ce la faremo?
“Ce la faremo sicuramente, ma dobbiamo cambiare i sentimenti ed essere più buoni e umani. E lo ripeto: una delle chiavi del successo e del progresso è la lettura abbinata alla istruzione e alla preparazione”
Bruno Volpe
Pubblicato il 17 Settembre 2025



