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La rinuncia di Emiliano al terzo mandato fa salire la tensione con i civici

E’ bastato l’annuncio del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di aver cambiato idea sulla possibilità di un eventuale terzo mandato e, quindi, che lui nel 2025 non si riproporrà ulteriormente per la carica di governatore che si è alzata la tensione all’interno dei tre Gruppi civici di centrosinistra presenti all’interno del Consiglio regionale e facenti capo direttamente allo stesso Emiliano. Infatti, per placare gli animi dei consiglieri regionali di “Con”, “Per la Puglia” e “Popolari” è stato necessario un apposito incontro, svoltosi martedì scorso nel Palazzo regionale barese di via Gentile, a cui è intervenuto il consigliere politico del governatore, il bitontino Giovanni Procacci, a rassicurare che l’annunciato disimpegno di Emiliano per un eventuale terzo mandato non significa che in futuro i civici saranno lasciati “orfani” politici. Nel vertice con tutti i consiglieri dei tre Gruppi citati, Procacci ha dovuto probabilmente far sfoggio di tutte le sue capacità oratorie e persuasive per rassicurare gli eletti delle civiche che la decisione di Emiliano di non volersi più ricandidare più a governatore della Puglia non significa affatto  un suo futuro abbandono della politica e, quindi, nel 2025 un’uscita di scena repentina dalla “kermesse” politica pugliese e che è forse ciò che più preoccupa sia i civici che nel 2020 hanno sostenuto Emiliano per la riconferma a governatore, sia i civici come Tommaso Tammacco e Stefano Lacatena, che – come si ricorderà – a settembre del 2020 sono stati candidati ed eletti nelle fila del centrodestra e si sono avvicinati ad Emiliano successivamente, passando il primo nel Gruppo “Per la Puglia” ed il secondo nel Gruppo di “Con”.  Nel corso del lungo vertice (è durato ininterrottamente oltre quattro ore!) il “braccio” organizzativo di Emiliano, l’ex senatore ed ex europarlamentare Procacci, ha dovuto forse faticare non poco per placare gli animi ormai accesi soprattutto di quei consiglieri come Tammacco e Lacatena che hanno abbandonato il centrodestra per sostenere Emiliano in Consiglio e nel 2025 potrebbero ritrovarsi, invece, politicamente allo sbando. In un periodo, per altro, che potrebbe vedere il centrodestra con il vento in poppa, a seguito dell’esponenziale ascesa del partito della neo-premier, Giorgia Meloni, e dell’appena riconquistato governo del Paese da parte della squadra che fa capo anche al leghista Matteo Salvini ed allo storico leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Difatti, da alcune indiscrezioni è trapelato che nell’incontro barese di martedì scorso è emerso che i rappresentanti delle civiche di Emiliano, per i circa tre anni che ancora mancano per la fine del mandato, vogliono contare di più nella compagine di governo regionale e chiedono di poter dire la loro sull’agenda politica futura della Regione Puglia. E, quindi, “in soldoni” (per dirla con un termine che nelle trattative politiche viene spesso usato per dare significato ed importanza alle richieste avanzate!) gli 11 consiglieri civici dello scacchiere di maggioranza vorrebbero avere maggior peso sia in Giunta che per le nomine di sottogoverno, essendo tutti insieme secondi solo al Gruppo del Partito democratico, che – come è noto – annovera bel 16 rappresentati. Infatti, rispetto al Pd le civiche – sempre secondo indiscrezioni – avrebbero fatto presente a Procacci di volere pari dignità e visibilità in Giunta, nel caso di un eventuale rimpasto, oltre che da subito dei riconoscimenti importanti nelle nomine di sottogoverno della Regione. Ma per tali obiettivi – secondo le indicazioni fornite (a detta di qualche bene informato!) dallo stesso Procacci – sarebbe auspicabile la confluenza delle tre citate sigle civiche in un’unica formazione politica, guidata da un solo capogruppo in Consiglio regionale, anziché restare divisi in tre gruppi distinti con altrettanti capogruppo. In definitiva, la decisione finale di detto vertice sarebbe stata quella per i civici di parlare con una voce sola in Consiglio regionale e di riprendere il percorso, interrotto prima delle politiche, di costituire una federazione di civiche, in modo da dare più forza ad Emiliano a livello politico nei confronti del Pd. E ciò, verosimilmente, per un’eventuale trattativa con il successore di Enrico Letta alla guida di quel partito, finalizzata a garantire ad Emiliano un sostegno elettorale futuro per una sua elezione praticamente garantita nelle fila di quel partito alle prossime europee del 2024, oppure per un’elezione, sempre in quota Pd, ad un incarico istituzionale di prestigio (vedi – ad esempio – nomina parlamentare, in quota opposizioni, al Csm o Corte Costituzionale). Ma di quest’ultima ipotesi quasi sicuramente non si è fatto cenno in detto vertice. Infatti, non a caso tra i civici le tensioni ed i malumori, per l’annunciata uscita di scena di Emiliano nel 2025 dalla Regione, non sono mancate e comunque la diffidenza per l’inatteso ed improvviso cambio di rotta nel programma personale del governatore resta verosimilmente molto alta, nonostante le rassicurazioni che Procacci possa aver profuso. Infatti, ha ironicamente esclamato fuori onda, ossia fuori del vertice ed a voce bassa (sperando forse che non si diffondesse all’esterno del contesto!), uno degli addetti ai lavori: “E’ paradossale che ad organizzare il blocco che nella maggioranza deve fare da contrappeso al Pd sia uno (ndr – Procacci) che nel Pd pugliese figura tra i dirigenti!” Per poi chiedersi con comprensibile diffidenza: “C’è da fidarsi per rassicurazioni e programmi del dopo Emiliano alla Regione?” Infatti, con simili presupposti, non sarà di certo un fine mandato tranquillo e facile alla Regione Puglia, per i tre anni di governo che ancora restano ad Emiliano, con la compagnia dei civici, oltre che dei pentastellati. Soprattutto se il vento politico “meloniano”, nazionale e locale, dovesse intensificarsi , come già accaduto per le ultime politiche.

 

Giuseppe Palella

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