Cronaca

“La situazione è allo stremo”: ancora in crisi il ‘Maria Cristina di Savoia’

Naviga in acque ancora incerte il destino dell’azienda pubblica di servizi alla persona, ‘Maria Cristina di Savoia’ di Bitonto. L’ex presidente Vito Masciale che continua ad operare seppure in tono minore, per mesi ha combattuto una battaglia solitaria per evitare che s’allungasse l’agonia d’un ente nato per offrire assistenza agli indigenti. Ma che oramai fa parlare più per i soldi che mancano in cassa, tanto da non poter manco pagare la bolletta dell’energia elettrica, tempo fa. Anche il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Damascelli non ha lesinato le critiche per la gestione passata, criticità rilevabili anche a proposito dell’attuale gestione a causa degli stipendi non riconosciuti ai lavoratori da oltre un anno, agli onorari degli impiegati in attività didattiche presso l’Asp, che aspettano di essere pagati per i servizi svolti. <<Per non parlare della grave assenza e la non partecipazione a un’ufficiale riunione in Regione convocata presso la Commissione Servizi Sociali del Consiglio regionale. Occasione istituzionale in cui è stato assente anche il Comune di Bitonto». «La situazione è davvero allo stremo. Fino a quando padri e madri di famiglia resteranno senza stipendio, con tutti i derivanti gravi disagi? Fino a quando s’intenderà continuare con questa situazione amministrativa a discapito di ospiti, operatori e cittadini?» si chiedeva alla fine dello scorso anno ancora Damascelli. E allora: che fare? E’ possibile che la Regione Puglia non si assuma le proprie responsabilità, cancellando dal territorio una benemerita istituzione locale? I dipendenti che fine faranno? E mentre a Molfetta si aspetta l’esito di una gara che potrebbe assicurare l’apertura di una struttura assistenziale molto ben assistita, la Città di Bitonto assiste distratta alla scomparsa di un centro di cura che vanta una storia che forse pochi comuni in Puglia possono vantare. E l’Asp ‘Maria Cristina’ ha anche lasciato affondare proposte che, forse, l’avrebbero potuta salvare. Un esempio? “Costruiamo insieme”, la cooperativa impegnata nella gestione del Centro di accoglienza straordinaria si è candidata non più di qualche mese fa al salvataggio del “Maria Cristina” attraverso l’assunzione delle undici unità lavorative, impegno riportato nel Piano industriale concordato proprio con la direzione dell’ASP (Azienda pubblica servizi) e discusso con i sindacati. Un progetto di rilancio subordinato all’utilizzo oneroso di tre strutture in disuso nel “Maria Cristina di Savoia” per attivare ulteriori servizi (oltre al Centro accoglienza attuale, il Centro per minori, Servizi al cittadino), con l’impegno di farsi carico degli stipendi da erogare alle undici unità assorbite in regime di “distacco” (mensilità per gli “statali” a carico del privato) e con mansioni diverse: vigilatrici, educatrici, applicati di segreteria, addetti alle cucine (nel “Piano” prevista rilancio dei servizi ristorazione con relativa mensa). Queste alcune delle figure professionali delle quali “Costruiamo insieme” intende farsi carico. Non un concetto astratto, dunque, ma un Piano industriale che aveva e potrebbe avere ancora lo scopo di attivare nuovi servizi per la comunità e restituire serenità al personale ASP attualmente in forza al “Maria Cristina di Savoia” di Bitonto. Insomma, il disastro economico abbattutosi sul “Maria Cristina di Savoia” a causa di precedenti gestioni, è stato in parte attutito con l’ingresso di “Costruiamo insieme” che, come detto, ha cercato di ridare vita a un’ala della struttura fino a quel momento inutilizzata (svolto lavori a suo carico), portando nuove risorse economiche. In più occasioni, sotto forma di anticipazione di locazioni, la cooperativa è intervenuta per far fronte a gravi situazioni debitorie (stipendi arretrati) alleggerendo, dove possibile, un comprensibile quanto grave disagio a numerose famiglie. Eppure chi ha preso il posto del dimissionario prof. Masciale non ha ritenuto di dare risposte concrete, lasciando cadere le promesse di svolgere attività sociale a salvaguardia dei posti di lavoro nella struttura bitontina.

 

Antonio De Luigi


Pubblicato il 16 Febbraio 2018

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