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“La situazione sta diventando insostenibile”

“La situazione sta diventando insostenibile e senza piccoli aumenti del prodotto finale non possiamo andare avanti”: lo dice in questa intervista al Quotidiano la dottoressa Marina Mastromauro, amministratore delegato del colosso della pasta Granoro. Con lei parliamo dell’aumento del costo dei prodotti alimentari e della pasta, situazioni che incidono e non poco sulle tasche delle famiglie italiane.

Dottoressa Mastromauro, aumenta tutto, anche la pasta che è comunque un bene di prima necessità. Perché?

“Le cause sono molteplici. Il primo aumento non è stato causato da motivi bellici, ma climatici ed ha riguardato il grano duro che è la base della produzione. La maggior parte infatti arriva da Canada e Usa e l’anno scorso a causa di piogge e temporali i raccolti hanno prodotto molto meno grano e questo ha causato a sua volta riduzione sul mercato con relativo aumento del costo. Si sa che quando la domanda è tanta e il prodotto poco, il prezzo sale. Fu un fatto mondiale”.

Del resto la pasta è un prodotto con basso indice di guadagno per il produttore…

“In effetti ha bassa marginalità di utile. Come non bastasse il fattore climatico, ecco gli aumenti esponenziali dell’energia e tutti sanno che i pastifici sono aziende energivore. Fra gennaio e febbraio abbiamo subito un salasso”.

Cioè?

“Il gas che sino al 2020 ci costava 14 centesimi al metro cubo è arrivato a 160. L’ energia elettrica da 0, 37 a 0,87, insostenibile. Naturalmente a tutto questo bisogna aggiungere il costo lievitato degli imballaggi. Oggi siamo al punto che quando chiediamo il prezzo a fattura degli imballaggi ci dicono che non lo sanno, che vanno avanti giorno dopo giorno. Poi il costo del trasporto”.

Che cosa sta accadendo?

“Tanti danno la colpa solo alla guerra, io credo che ci siano dietro manovre speculative e non da poco. Del resto si sa bene che quando si vive in una economia di guerra o simile vi è chi si impoverisce, la maggior parte, ma anche chi registra lauti guadagni. Il prezzo del gas lo si fa ad Amsterdam e ricordo che il contratto del gas con Putin è sempre quello, non è cambiato”.

Perchè nella grande distribuzione aumenta anche la pasta che comunque è un prodotto destinato prevalentemente ai ceti non abbienti?

“Non possiamo fare a meno di ritocchi e cerchiamo di operarli il più soft possibile proprio per non colpire le famiglie. Però francamente non ci è materialmente possibile lasciare le cose invariate. E’ una dolorosa necessità, altrimenti rischieremmo di chiudere, non possiamo vendere in perdita. I margini di utile, mi creda, sono estremamente bassi”.

Bruno Volpe

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