Cultura e Spettacoli

“La spiritualità delle sacre icone è ormai un fatto acclarato”

adre Michail Driga parroco della chiesa ortodossa rumena di Bari

“L’Icona è la rappresentazione di un Archetipo (Dio, Madre di Dio, Santi o Angeli), presente in essa non solo come immagine ma anche spiritualmente”

La spiritualità delle sacre icone è ormai un fatto acclarato. Ma che cosa si nasconde nel panorama affascinante di questa sacre rappresentazioni tanto care all’ oriente cristiano e in particolare al mondo ortodosso? Lo abbiamo domandato a Padre Michail Driga parroco della chiesa ortodossa rumena di Bari in Piazza Garibaldi.

Padre Driga, che cosa è una icona?

“L’Icona è la rappresentazione di un Archetipo (Dio, Madre di Dio, Santi o Angeli), presente in essa non solo come immagine ma anche spiritualmente, grazie alla preghiera di benedizione con cui diventa oggetto sacro liturgico. Viene consacrata con Acqua Benedetta ed una vera Epiclesi: “O amico degli uomini, manda il tuo Santo Spirito su questa icona del Tuo Santo… affinché sia un’immagine di salvezza per quelli che vi si accostano con fede…”

Cosa rappresenta?

“L’occasione di un incontro personale tra il cristiano ed il Soggetto rappresentato: più il fedele guarda l’icona più si ricorda di colui che è rappresentato e più si sforza di seguirne l’esempio.”

Le finalità…

“Secondo San Giovanni Damasceno, le icone sono riempite dallo Spirito Santo in quanto i Santi, durante la loro vita, erano imbevuti di Spirito Santo che rimane nel loro corpo e nelle loro anime anche dopo la morte e senz’altro nelle loro icone; contemplandole diventiamo partecipi dello Spirito Santo. Le icone sono “libri” per chi non sa leggere perché parlano senza proferire parola, istruendo chi le guarda. L’icona ha anche una funzione anagogica perché, come dice San Giovanni Damasceno, con l’aiuto delle icone saliamo gradualmente verso la contemplazione divina perché oltre ad aiutarci a slegare l’anima dalle cose mondane, ci indirizzano verso ciò che è spirituale per passare, quindi, da un livello basso ad un livello alto del vivere, pensare e sentire, generando nel cristiano la gioia spirituale”.

È un’opera d’arte o uno strumento religioso?

“Le icone aumentano la bellezza spirituale delle chiese ma, per poterlo fare, le icone devono esprimere la bellezza interiore dei Santi e non quella fisica esteriore. A riguardo San Giovanni Damasceno dice: “entrando in chiesa, ospedale comunitario delle anime, attanagliato da pensieri come da spine, la bellezza delle icone mi attira a guardarle, mi fa felice la vista come una un bel paesaggio fiorito e, senza rendermene conto, di colpo la Gloria Divina penetra la mia anima”.

Chi è un iconografo

“Originariamente gli iconografi erano i monaci esperti nella tradizione, nella spiritualità e vita ascetica, cioè praticavano la preghiera, il silenzio, il digiuno e seguivano l’esempio dei Santi. In seguito, questi principi furono raccolti in manuali di ermeneutica della pittura per permettere, anche a chi non facesse parte del clero, di eseguire queste opere senza trascendere, però, da alcuni paletti tra cui la necessità di pregare prima di accingersi all’opera: “Dio, Signore, illumina ed istruisci l’anima e l’intelletto del tuo servo … e dirigi le sue mani nel dipingere in modo irreprensibile l’immagine…”

Il valore delle icone per il mondo Ortodosso…

“Le icone nel Mondo Ortodosso vengono viste come un manuale di vita espresso in immagini affinché possa essere compreso da tutti. San Niceforo diceva: “Laddove la ragione non afferra per mezzo della parola, l’icona viene in aiuto”. San Giovanni Damasceno dice, inoltre:” se un pagano ti domanda di mostrargli la tua fede, conducilo alla chiesa e mettilo d’avanti alle icone… Per mezzo dei miei occhi carnali che guardano l’icona, la mia vita spirituale s’immerge nel mistero dell’incarnazione”; è per questa ragione che i fedeli in preghiera si prostrano non d’avanti all’opera d’arte in sé ma all’archetipo che vi è rappresentato cercando con lui un legame spirituale”.

Oggi intanto a Bari, alle ore 19:45, presso la chiesa San Carlo Borromeo appuntamento con le icone e in particolare con la presentazione del libro Da Rublev a… Rublev.

Bruno Volpe

 

 

 


Pubblicato il 22 Febbraio 2024

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