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La storia della donna-serpe

Al toponimo Barsento corrisponde una contrada della Valle d’Itra compresa tra Alberobello, Noci, Putignano e Castellana Grotte. Ritrovamenti archeologici indicano che a Barsento visse una comunità messapica. Il villaggio prosperò in era romana (in una dolina che si allarga nei dintorni giacciono i resti di una fattoria romana del III secolo a.C.; nella vicina Grotta della Madonna, stando a fonti orali, sono state rinvenute monete della stessa epoca). Dopo l’anno Mille quel villaggio evolse in forma di casale, abitato da una consistente comunità rurale. Del casale di Barsento sopravvive l’omonima chiesa, che durante il medioevo ospitò una comunità monastica. Ad arricchire la nostra contrada sono anche alcune masserie rilevanti per storia e tipologia (I Monti, Papa Perta, Parco della Casetta, Angiulli e Vaccari Contessa). Parlavano prima della Grotta della Madonna, Gli anfratti spaziosi non sono rari a Barsento, tenuto conto della natura carsica del territorio. Oltre alla Grotta del Sapone, ne esisterebbe un’altra, detta della donna-serpe. Il condizionale è d’obbligo dal momento che nessuno ha mai individuato questo grotta a cui è legata una tenebrosa leggenda. Le grotte, si sa, accendono la fantasia. Le storie che le riguardano orbitano tutte intorno a due elementi : La presenza soprannaturale (buona o cattiva che sia) e il tesoro. La leggenda in questione, e che potremmo ribattezzare come quella ‘della donna-serpe’, è nota come ‘u fatt’ d’Var’siend’. Molte sono le versioni di questo ‘fatto’. Tutte concordano su un punto : Una donna dagli occhi di vipera appare in sogno a più persone indicando la strada per mettere le mani su un favoloso tesoro ; ma una volta raggiunta quella ricchezza, gli audaci la vedono dissolversi, puniti della loro ingordigia e stoltezza… Non è la prima volta che serpente e mistero ricorrono nelle dicerie della Valle d’Itria. A questo proposito è il caso di ricordare che nell’agro di Cisternino esiste una contrada boscosa chiamata Pico-Saettone. L’appellativo deriva dal fatto che un tempo in quei pochi ettari ricchi di querce era facile imbattersi in esemplari dello Zamenis Lineatus, un colubride altrimenti noto come Saettone Occhirossi o Serpente d’Esculapio. Fin qui nulla di che. Se ci occupiamo di questa località è perché intorno ad essa circola una strana diceria. Sembra che Bosco Saettone sia pervaso da un’energia sconosciuta che solo le persone ‘predisposte’ sono in grado di percepire. In proposito le testimonianze sono vaghe e contrastanti. Premesso che i più non hanno notato alcunché di strano, c’è chi da Bosco Saettone torna con un senso di oppressione e di disagio spesso accompagnato da mal di testa ; altri invece se ne ritirano in uno stato di sottile esaltazione …. Cosa accade realmente a Bosco Saettone? Forse per ragioni geologiche l’area in questione è caratterizzata da un campo magnetico anomalo. Le persone, allora, possono trarne beneficio o svantaggio a seconda che il magnetismo personale entri in sintonia o in contrasto col magnetismo del sito.

Italo Interesse

 

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