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La Street Art che strizza l’occhio: le Superwomen di Lediesis

In una società ancora tanto maschilista, strizzano ironiche l’occhiolino al visitatore, con la loro fiammeggiante super ‘S’ da eroine sul petto queste fumettistiche celebri donne che per qualche ragione lasciano o hanno lasciato un segno nella nostra storia. Un gesto molto semplice, ma che nella nostra tradizione occidentale ha origini antiche: considerato volgare dall’etichetta più rigorosa, conserva oggi il senso di una complicità fra due o più persone che condividono un segreto. Le piacevoli percezioni di questo segreto ci giungono visitando la mostra “Polvere di Stelle”, un omaggio delle street artists italiane Lediesis all’omonimo film con protagonisti Alberto Sordi e Monica Vitti, che fu girato in parte proprio a Bari vecchia.Le celebri street artists italiane, balzate agli onori della cronaca nazionale per le loro iconiche SuperWomen ricreate nelle principali città italiane, espongono ora anche a Bari dopo la mostra al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e quella alle Murate di Firenze.Lediesis, il cui nome, appunto, rappresenta un misto tra il linguaggio social e quello musicale. Si vuole appunto rendere omaggio alle lady, non solo le grandi signore ma anche le sorelle anonime del mondo. Il diesis, invece, nella musica greca antica, rappresenta un intervallo più piccolo di un tono della nota musicale di base. Queste libere e intraprendenti artiste moderne hanno in qualche modo voluto rendere un originalissimo omaggio alle grandi personalità femminili del mondo dell’arte, del cinema e della letteratura, tutte caratterizzate dalla “S” di superman e dall’occhiolino con cui ammiccano allo spettatore, gesto che intende suscitare empatia e complicità. Un messaggio carico di positività manifestato da donne diverse per storia e cultura ma accomunate da un’incredibile volontà e forza d’animo. Ecco quindi Alda Merini, la nostra più grande e tormentata poetessa, Frida Kahlo, pittrice simbolo della nostra storia dell’arte al femminile, la magnetica Marina Abramovich fino all’indimenticabile Monica Vitti, una delle più amate attrici italiane di tutti i tempi. Non mancano figure tormentate simbolo dell’arte contemporanea come Yayoi Kusama, oscillando tra tematiche giocose ma anche serie e complesse che fanno riflettere. A  completare l’esposizione, sono esposti in una seconda sala i SuperBlack, una serie di lavori grafici realizzati durante il periodo del lockdown per esorcizzare la paura del coronavirus.Infine, nell’ampio spazio della terrazza panoramica del Museo, è allestita una serie di pannelli con le immagini fotografiche delle più celebri Superwomen dipinte dalle artiste per le strade delle città italiane. L’esposizione, promossa dal Comune di Bari e nata dalla collaborazione tra il Museo Civico e Lediesis, sarà  visitabile fino al prossimo 31 agosto. La mostra continuerà inoltre anche per strada: a Bari, come già accaduto a Napoli, Milano, Bologna, Venezia, L’Aquila, Firenze e Roma, Lediesis lasceranno un’opera alla città scegliendo alcune finestre cieche nei luoghi più pittoreschi del centro storico per diffondere il loro messaggio: riscoprire i superpoteri che sono in ognuno di noi attraverso un percorso che omaggia icone che declinano la femminilità in tutte le sue sfumature. “Abbiamo scelto d’impulso  di dipingere questo fiammeggiante simbolo sul loro petto, emblema principe del supereroe maschile, con l’idea di giocare sul ribaltamento e la disidentificazione dei ruoli. Sono tutte protagoniste consce delle loro capacità e strizzano l’occhio al passante in un gesto complice, come per dire: – Anche tu sei super, scopri qual è il tuo potere!-. “ dichiarano sorridenti le superartiste.Lediesis come molti altri artisti contemporanei nazionali e internazionali sono l’esempio evidente che la street art è divenuta una forma d’arte democratica, per tutti e aperta a tutti, ormai finalmente accettata all’interno del panorama artistico  italiano, come vera e propria forma d’arte, che però continua a conservare caratteristiche proprie: il contatto diretto e informale con lo spettatore e la maggiore autonomia creativa e d’espressione riescono maggiormente a comunicare sentimenti comuni, anche banali a volte, ma condivisi dall’essere umano,  che le forme artistiche tradizionali forse non riescono a raggiungere. È un mezzo di comunicazione che possiede un’energia immediata e fortissima. Nasce e si plasma per strada e questo è un motivo in più per cercare di coinvolgere la gente trasmettendo messaggi positivi. Ma anche, come ci insegnano grandi come Bansky, una grande responsabilità da perpetuare e difendere e in cui cimentarsi costantemente al passo con i cambiamenti della società.

Rossella Cea

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