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La telenovela di “Apulia film Commission” in commissione regionale

Un’altra puntata della “telenovela” che in Puglia sta montando all’interno di “Apulia film Commission”, ossia della fondazione regionale che si occupa di promozioni cinematografiche, a seguito delle beghe scoppiate già da mesi all’interno del consiglio di amministrazione, è stata commentata nella seduta di ieri della seconda Commissione permanente del Consiglio regionale. Infatti, dal racconto ai componenti di detta Commissione della presidente di Afc, Simonetta Dellomonaco, sono emerse irregolarità gestionali e lo stallo delle attività di Cineporti e Festival, messe nero su bianco in una relazione di sedici pagine inviata il 1° settembre scorso al Consiglio di amministrazione, al Collegio dei sindaci, ed al direttore del Dipartimento Cultura della Regione.  “Pagine da cui affiorano criticità gravi e la paralisi” che il capogruppo di “Puglia Domani”, Paolo Pagliaro, dichiara di aver denuncio già da mesi, chiedendo di mettere fine alle beghe dei vertici di Afc per potersi concentrare sul rilancio della fondazione. “Un meccanismo – ha proseguito Pagliaro – inceppato da lungo tempo, che sta perdendo pezzi” e che vede “i Cineporti di Bari, Lecce, Taranto e Foggia essere ormai contenitori vuoti e in deterioramento, che andrebbero innanzitutto ristrutturati e rimessi in sesto”. La presidente Dellomonaco ha dichiarato in Commissione di aver chiesto conto invano del mansionamento di tutti i dipendenti, collaboratori e consulenti di Afc, oltre ad aver contestato opacità su consulenze esterne, retribuzioni e straordinari, così come la mancata pubblicazione del bando approvato a novembre 2021 per il finanziamento pubblico-privato dei festival. Situazioni a cui non è stata data ancora risposta, poichè la riunione del consiglio di amministrazione di Afc convocata per il 9 settembre è saltata ed è stata rinviata al 30 settembre. L’auspicio del capogruppo di Puglia Domani “è che non ci siano ulteriori slittamenti e si ponga fine a questo stillicidio, per rimettere in cantiere progetti e attività che stanno morendo”. Ma per far ciò “serve – secondo Pagliaro – una gestione nuova e trasparente, che rimetta al centro i Cineporti e ne faccia i motori della promozione dei diversi territori della regione, attraverso le produzioni cinematografiche e i festival che hanno contribuito a creare i brand Salento e Puglia tanto amati da registi, attori e turisti”. Per la cronaca ricordiamo che da quasi un anno, è in atto uno scontro ai vertici di Afc sfociato anche in una denuncia penale che Dellomonaco ha presentato in Procura nei confronti del dg della fondazione, Parente, accusandolo di una presunta aggressione fisica avvenuta al termine di una riunione nel novembre del 2021. Per questo episodio, Parente è stato sospeso per 10 giorni nella sua veste di dipendente di Afc. Proprio questa situazione di attrito ha già portato il vecchio Cda a dimettersi e a essere sostituito in tre componenti. Ma anche il cambio nel consiglio di amministrazione non sembra essere riuscito finora a portare la serenità all’interno dell’ente di produzione cinematografica e culturale della nostra Regione. Il verbale consegnato ieri mattina dalla presidente Dellomonaco, durante l’audizione in II commissione del Consiglio regionale pugliese sarà trasmesso alla Procura di Bari e alla Corte dei conti insieme al documento-denuncia presentato dalla stessa Dellomonaco. Decisione, quest’ultima, presa all’unanimità dai componenti presenti, dopo aver letto ed ascoltato quanto riportato innanzi dalla Dellomonaco. “Dopo nove mesi di audizioni – ha commentato il gruppo regionale di Fratelli d’Italia – sulla situazione all’interno dell’Apulia Film Commission, vale a dire nove mesi nei quali abbiamo ascoltato un ‘tutto contro tutti’, nel silenzio assordante del presidente Emiliano, primo responsabile di ciò che sta accadendo nella Fondazione, non potevamo non condividere la decisione, presa all’unanimità in Seconda Commissione, di trasmettere alla Procura della Repubblica di Bari e alla Procura della Corte dei Conti Puglia tutti i documenti che abbiamo acquisito in questi mesi, ma soprattutto la relazione che ha depositato la presidente dell’Afc audita”. “Non è un lavarsene le mani, non è un atteggiamento pilatesco, – hanno commentato alla fina di una nota i consiglieri del Gruppo regionale di Fdi – ma continuare ad ascoltare in modo dettagliato fatti che potrebbero avere ben altre connotazioni, ben diverse dalle divergenze politiche e gestionali che pur ci possono essere all’interno di un ente, ci rendeva di fatto complici non solo di eventuali reati penali o amministrativi, ma dello sfascio in atto nella Fondazione”. Infatti, si sei esponenti regionali del partito di Giorgia Meloni alla fine della seduta si sono chiesti: “Possibile che il presidente Emiliano in tutti questi mesi non sia mai stato messo al corrente di quanto stava accadendo e non abbia mai sentito il bisogno di verificare queste situazioni che venivano puntualmente evidenziate nelle tante audizioni che ci sono state, fino a quella più clamorosa di oggi?”. “Ci rendiamo conto – hanno rilevato i componenti regionali di Fdi – che la situazione è insanabile perché non solo non c’è più agibilità amministrativa, ma viene illustrato un quadro interno da mettere le mani nei capelli: avanzamenti di carriere da parte del direttore generale, ‘accentratore di deleghe e di potere’, senza rispetto della normativa, straordinari a pioggia e senza rispetto dei contratti di lavoro, mancato rispetto delle procedure di affidamenti di opere e servizi, gare pubblicate annullate e ripubblicate, aperte e chiuse a seconda delle ‘circostanze’, fallimento totale del progetto dei Cineporti”. Insomma, per Fdi, “un grande spreco di denaro pubblico, parliamo di milioni e milioni di euro spesi per avere strutture in stato di totale degrado, senza contare che ci sono dipendenti che avendo perso la sede di lavoro prestano servizi in altri enti o sono ancora in smart working”. A questo punto l’appello dei “meloniani” pugliesi rivolto ai soci della Afc, che oltretutto contribuiscono con un importante stanziamento annuale, è stato quello “di prendere immediatamente in mano la situazione”, sperando “che tutto questo non si ripeta più”. Ma questa di ieri non è stata che l’ennesima puntata di una telenovela che verosimilmente non è ancora giunta alla fine.

 

Giuseppe Palella

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