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La terra madre, la prepotenza delle origini

Il generalizzato disagio non scoraggia gli scrittori di casa nostra. Tra le ultime novità sono da segnalare, un saggio di Francesca Amendola, un racconto di Gianni L’Abbate e il romanzo d’esordio di Nicole Cascione. Tre lavori accomunati dal tema della terra madre e della prepotenza delle origini. In ‘Anima mundi’ Francesca Amendola, un’antropologa e pubblicista di Picerno, studia in profondità la vastissima produzione di Anna Santoliquido, questa ‘poeta’, nonché saggista, narratrice e promotrice culturale nata in Lucania ed affermatasi in Puglia, dove risiede. Un libro che aiuta a comprendere il successo della Santoliquido, autrice, insignita di numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero ; su tutti : la cittadinanza onoraria serba e la Laurea Apollinaris Poetica, conferita dall’Università Pontificia Salesiana di Roma. Un successo costruito pietra su pietra, in silenzio, con pazienza, con umiltà e correttezza. Un libro che tra l’altro suona come un gesto di riconoscenza della Regione Basilicata verso una delle sue figlie più illustri (l’ente lucano ha compartecipato alla stampa e alla diffusione dell’opera). – Gianni L’Abbate è un narratore gioiese trapiantato a Firenze da lunghi anni. Di recente ha dato alle stampe ‘Per amore, solo amore fu Firenze’, un racconto autobiografico inserito in ‘Vista da noi’, un’antologia del GSP, il Gruppo Scrittori Firenze, edita da Porto Seguro. ‘Per amore…’ racconta l’avventura un po’ picaresca di un pugno di giovani gioiesi squattrinati ma straripanti di vita e accomunati dall’amore per il rock (sono i componenti di una volenterosa band, La Nube Elettronica). Partiti in autostop, raggiungono Misano Adriatico, dove è in cartellone il Santamonica Rock Festival. Ma il sogno di vedere i Deep Purple, Lou Reed e altre star resta inappagato per ragioni di sicurezza pubblica. Allora, un po’ per caso, ripiegano su Firenze. Le bellezze del capoluogo Toscano e il suo fermento culturale, soprattutto di controtendenza, li acceca, diventa illuminazione sulla via di Damasco. Per l’Autore, più che per gli altri, è amore a prima vista. Dopo, niente sarà più lo stesso. Narrato con penna agile e divertita, intinta nel calamaio della nostalgia, il racconto di L’Abbate illustra bene quella che è una svolta a gomito, lo stupore del taglio di un cordone ombelicale lungo quanto la distanza fra Gioia del Colle e Firenze. – Infine la giovanissima Nicole Cascione col suo ‘Amira, storia di una mezzosangue’ (Les Flaneurs Edizioni). Una ragazza nata in Egitto da padre italiano e madre araba, una volta conseguita la laurea, varca il Mediterraneo per venire in Italia a riappropriarsi di quella parte del passato che la riguarda e che silenzi, menzogne ed omissioni le hanno sempre negato. L’impatto con l’Italia è violento. Amira rientrerà sconfitta e delusa, ma pure arricchita da un’esperienza formativa come poche. Nicola Cascione narra con semplicità una storia intensa che si snoda fra molti personaggi sullo sfondo di una Bari in prevalenza giovane e dinamica. Un interrogativo ritorna : Bari è razzista? Tra le righe la Cascione sembra suggerire che questo poco lusinghiero sentimento sia più avvertito verso chi è di sangue misto, quasi non gli si perdoni una sorta di ‘tradimento’. Considerato che si tratta di un’opera di debutto, ‘Amira’ è risultato incoraggiante.

Italo Interesse

 

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