Cultura e Spettacoli

La torre di Ischitella, spazio alle ipotesi

In prossimità di Monte Tribuna e Monte Civita, in località Fontanelle, un mistero architettonico divide gli studiosi

I boschi riservano facilmente sorprese : Un animale raro, il fossile di una conchiglia su un affioramento roccioso, il germoglio di una quercia spuntato ai limiti dell’impossibile su una parte scoscesa… E poi ci sono i segni dell’uomo : fabbricati in abbandono per lo più. Nel territorio di Ischitella, in contrada Fontanelle, in prossimità di Monte Tribuna e Monte Civita, all’interno di un bosco e addossato al fianco di un pendio, pressoché soffocato dalla vegetazione si leva il rudere di una torre. A proposito di essa ogni possibile fonte tace. L’avanzo (indecifrabile) dell’unica epigrafe, apposta sul muro antistante l’accesso alla costruzione, alimenta dubbi, invece di dissiparli. Quando la torre di Ischitella venne eretta, e da chi, a scopo ?

L’insolita collocazione (inaccettabile per una torre di guardia, che dovrebbe sorgere in cima ad un rilievo invece che lungo il fianco dello stesso) e l’assenza di qualsiasi elemento difensivo escludono l’ipotesi militare. Nell’unico ambiente, posto al di sopra di un vasto ipogeo naturale che fa da pian terreno, si scorgono sulla prima parete i resti di un camino, sulla seconda una nicchia abbastanza capace e, sulla terza una finestra e un vasto bassorilievo a forma di croce e al cui interno risalta, grossolanamente delineato, un Gesù. L’ultima parete, invece, è del tutto nuda, l’unica a presentare segni di intonaco e percorsa in tutti i sensi da centinaia e centinaia di inspiegabili ‘graffi’.

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi dell’eremo monastico. Ma religiosi votati alle più aspre privazioni avrebbero privilegiato la sottostante grotta, nella quale peraltro sono assenti quelle pitture rupestri a cui si dedicavano tutti gli appartenenti a questi ordini votati alla mortificazione della carne. Allora, l’abitazione di guardiacaccia, di un tagliaboschi ? Ipotesi attendibile se di mezzo non fosse quell’epigrafe, che fa pensare a qualcosa di più importante della dimora temporanea di una comune figura al soldo del feudatario locale. A infittire il mistero è quell’unico muro interno intonacato e solcato da ripetute e ravvicinate incisioni. La sensazione è quella di un gesto di cancellazione di un affresco…

Per capire qualcosa bisognerebbe provare con uno sforzo dell’immaginazione : Al presente la misteriosa torre è sommersa dalla vegetazione. Non sappiamo nei giorni del medioevo. All’epoca si disboscava senza alcuno scrupolo verso l’ambiente al fine di ricavare legna con cui cucinare e alimentare camini, forni e fornaci. Se davanti al fabbricato di Ischitella, mille anni fa, si stendevano vasti e recintati terreni destinati all’allevamento o all’agricoltura, l’abitazione di un custode nella necessità di abbracciare le cose con un solo sguardo non poteva che trovare posto in alto, anche di poco. In questo caso l’epigrafe di cui prima potrebbe essere interpretata come un’indicazione di proprietà.

Italo Interesse


Pubblicato il 2 Aprile 2026

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