Cultura e Spettacoli

La Valigia s’imbarcava a Brindisi

Domani sui Rai2 seconda puntata de ‘Il giro del mondo in 80 giorni’, un serie televisiva che ripropone sul piccolo schermo il capolavoro di Jules Verne

Uscito a puntate nel 1872 su Le Temps, ‘Il giro del mondo in 80 giorni’ fece la sua prima apparizione in volume l’anno dopo. Ricorre dunque quest’anno il 150^ anniversario di uno dei più celebri libri di Jules Verne. L’evento viene celebrato su Rai 2 con un serie in quattro puntate coprodotta da Slim Film  /  Television e Federation Entertainment per l’Alleanza Europea formata da Rai, France Télévisions e Zdf. Dopo il successo di ieri, si attende un indice di sintonia ancora più alto per domani sera; la terza e quarta puntata andranno in onda mercoledì 3 e venerdì 5 gennaio. La storia è nota: Phileas Fogg, un gentleman londinese, per scommessa con i soci del Reform Club, si impegna a circumnavigare il globo in 80 giorni. Accompagnato dal suo domestico, l’intraprendente Passepartout, Fogg lascia Londra in treno alle 20.45 del 2 ottobre 1872. Il convoglio sul quale sale è la leggendaria Valigia delle Indie. Con questo nome tra il 1870 e il 1914 era conosciuto un percorso internazionale che, alternando il treno alla nave, collegava Londra a Bombay in ventidue giorni. In quei 2339 km di viaggio grande importanza assumeva Brindisi. Saliti alla Victoria Station, i viaggiatori raggiungevano lo scalo pugliese in quattro giorni. A Brindisi s’imbarcavano su un traghetto della Peninsular and Oriental Steam Navigation Company diretto ad Alessandria d’Egitto. Una volta ad Alessandria, si arrivava a Suez via treno. Attraversato il canale artificiale e il mar Rosso una nave conduceva i passeggeri a Bombay. L’ultimo tratto, da Bombay a Calcutta, veniva percorso in treno. Contrariamente a quanto si può credere, il più celebre treno postale/passeggeri della Storia, gestito dalla Compagnie Internationale des Wagons Lits, non era un convoglio chilometrico. Anzi. Si componeva di appena due bagagliai, una carrozza ristorante e due carrozze letti (si deve a questa composizione così ‘leggera’ e alla potenza delle locomotive impiegate – capaci di toccare punte di cento chilometri orari e di reggere per larghi tratti quella velocità temeraria considerata la tecnologia del tempo  – se il tratto italiano della Valigia delle Indie veniva percorso in appena 44 ore). Ma il suo transito restava indimenticabile. Le vetture letto e ristorante erano dipinte di blu con rigo giallo intorno a finestrini e porte, mentre i bagagliai presentavano la parte bassa della cassa di color marrone e la fascia superiore di color panna. Tirate a lucido ad ogni fermata, quelle vetture abbagliavano, facevano sognare la gente ai passaggi a livello o sulle banchine delle stazioni per cui il treno transitava. Perché a bordo della Valigia delle Indie viaggiava la crema della società inglese: aristocratici, alti ufficiali, diplomatici, industriali e corrispondenti delle maggiori testate. E che lusso a bordo ; rifiniture in tek, lampioncini a petrolio e tendaggi, tappeti, tappezzerie in stile british… E si favoleggiava anche di avventurieri, di spie e di tesori, di incartamenti segretissimi. La Valigia delle Indie fece scalo a Brindisi dal 1870 al 1914. Oltre non fu possibile. Nonostante le promesse, per 44 anni il Governo italiano non attrezzò a dovere il porto pugliese. Alla fine la Compagnia britannica tornò ad utilizzare il porto di Marsiglia. Ma non si può escludere che dietro la scelta ‘tecnica’ si nascondessero ragioni politiche : La Grande Guerra era nell’aria e l’Italia faceva parte della Triplice Alleanza, schieramento che, comprendendo anche Austria e Germania, era potenzialmente nemico della Gran Bretagna. Poi l’Italia cambiò orientamento schierandosi dalla parte opposta, ma era troppo tardi. Lo scoppio della Grande Guerra decretò la fine dell’epopea della Valigia delle Indie.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 28 Dicembre 2023

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