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“La verità sul complesso Aldo Moro” di Ceglie del Campo

Sarebbero stati stanziati ben cinque miliardi delle vecchie lire nel 1996 per il completamento del Complesso Aldo Moro, la struttura che sarebbe dovuta diventare ricovero per anziani nell’ex rione di Ceglie del Campo. Questi soldi, però, non arrivarono mai a finanziare i lavori di costruzione e furono utilizzati, dall’allora Presidente dell Usl (oggi ASL) di Carbonara, per altri scopi.  Questa la causa, secondo la Corte dei Conte della Puglia, di più di trent’anni di abbandono della struttura finanziata con i soldi della Cassa del Mezzogiorno, che avrebbe dovuto portare lavoro e ricchezza nella periferia barese e che, invece, si è rivelata un altro spreco delle risorse finanziarie pubbliche. La Corte dei Conti precisa che, ad oggi, è quasi impossibile aprire una inchiesta sui responsabili del mancato completamento dei lavori e sui danni alle finanze pubbliche che questo ha provocato.«E’ praticamente impossibile individuare delle responsabilità personali – spiega Francesco Lorusso, Procuratore Regionale della Corte dei Conti – dato che la scelta, dell’allora presidente della USL di Carbonara, di dirottare quei 5 miliardi su altre opere, fu formalmente corretta anche se moralmente sbagliata. Su quei fondi – precisa Lorusso – non esisteva alcun vincolo, anche se ne era stato più volte dichiarato lo stanziamento per i lavori di completamento del ricovero per anziani Aldo moro».Senza quei fondi i lavori della struttura furono sospesi e l’Aldo Moro cadde in stato di totale abbandono. Da allora fu solo degrado. «Un carrozziere che abitava nell’aria del complesso Aldo Moro – continua Lorusso – un signore che in pratica faceva da custode alla struttura, fu addirittura allontanato dalle forze dell’ordine per occupazione di suolo pubblico, e questo costituì un altro incentivo ai vandali che depredarono la struttura riducendola in un rudere fatiscente».In periferia circolano da moltissimo tempo voci che raccontano come molte persone si siano ristrutturate le proprie abitazioni utilizzando i materiali rubati all’interno del Complesso Aldo Moro. Infissi, mattonelle, tubi dell’acqua, cavi elettrici… perfino i sanitari sono stati rubati, installati nelle case dei ladri o rivenduti al mercato nero.  Oggi Il Complesso Aldo Moro è lì, davanti agli sguardi ammutoliti dei cittadini in tutta la sua bruttezza e fatiscenza. Ricorda a tutti coloro che si soffermino ad osservarlo quanto male abbia fatto alla nostra terra il clientelismo ed il servilismo verso quei politicanti senza colore e senza ideali che si sono alternati (a “botte” di promesse in cambio di voti) sulle comode poltrone del potere. L’immobile, infatti, è sempre stato al centro dei vari giochi ed intrighi politici della periferia barese. La sua fantomatica ristrutturazione ed apertura, fu paventata e propagandata in passato, dai vari candidati politici e politicanti di turno, per ottenere voti in cambio di posti di lavoro. Posti che però non furono mai concessi, perché la “Casa di riposo per anziani Aldo Moro”, che tutti gli abitanti di Ceglie del campo e Carbonara aspettavano come portatrice di lavoro e prosperità, non fu mai messa in funzione, nonostante fosse quasi del tutto completata. Non si fa niente per niente, avranno pensato i cittadini della martoriata e misera periferia barese, di fronte alle promesse di un posto fisso e redditizio per loro ed i loro figli – in fondo, dare un voto in cambio di un bel posto di lavoro è un accordo più che vantaggioso. Fu così che avvenne il disastro: i voti dei cittadini della periferia andarono prima a coloro che promettevano la costruzione della casa di riposo, e poi (dopo che questa fu abbandonata e saccheggiata), a quelli che ne promettevano il restauro e la messa in funzione. Risultato? Tutte le volte furono presi letteralmente per i fondelli: la costruzione non fu mai messa in funzione! Chissà le risate che si saranno fatti quei rappresentanti di partito, consiglieri comunali, provinciali, e chi più ne ha più ne metta, che hanno accaparrato consensi, applausi, e soprattutto voti parlando di come avrebbero risolto i problemi economici della periferia di Bari, costruendo una magnifica casa di cura per anziani che tutti in Puglia avrebbero ammirato. Possiamo immaginarceli tutti pomposi e pieni di sé, attorniati da servili collaboratori, su un palco, mentre inneggiano alla folla di infermieri, assistenti, tecnici di laboratorio, e quant’altro che non furono mai i cittadini che li avevano sostenuti.  Da allora sono ormai passati più di trent’anni, quanto basta per dimenticare quel disonorevole passato: dopotutto, che sarà mai, non soltanto a Ceglie e Carbonara si sono venduti dei voti in cambio di posti! Soltanto in questi due rioni, però, da trent’anni il simbolo di tutto ciò è rimasto sempre lì immobile, mastodontico, in tutta la sua fatiscenza, a ricordare a Cegliesi e Carbonaresi quanto caro sia il prezzo che, per soddisfare gli interessi dei singoli, la comunità tutta deve pagare.Non importa: il passato è passato. La gente della periferia ha avuto ben altri problemi a cui pensare: ha dovuto da sola resistere all’avanzata delle organizzazioni malavitose che hanno portato via i loro figli per farne dei killer e dei spacciatori. reso altri schiavi della droga e relegato il restante a vivere in una periferia che sembra un inferno, dove morire ammazzati o, nel migliore dei casi venire arrestati, è solo il male minore.La gente si è così dimenticata della casa di riposo Aldo Moro, ed ogni giorno, quando ci passa vicino (cosa che avviene di consueto poiché l’edificio si trova al centro dell’ex rione), fa finta di non vederla.   Ormai per i cittadini Cegliesi e Carbonaresi quell’edificio non esiste…

 

 

Mirko Misceo

 

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