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La vita del Beato Bartolo Longo diventa un docufilm

La vita del Beato Bartolo Longo (nativo di Latiano, Brindisi) diventa un docufilm prodotto dall’ associazione culturale di Latiano “L’ Isola che non c’è”. Inutile dire che Bartolo Longo fu colui al quale si deve l’erezione del Santuario di Pompei dopo una travagliata conversione, passando dal satanismo alla gloria degli altari. La regia è affidata al salentino Alessandro Zizzo, coordinamento di William Camassa e testimonial di eccezione Albano Carrisi, nelle cui tenute è stata girata una parte. Assieme a Jasmine Carrisi, gli attori principali sono: Giuseppe Ciciriello (che interpreta Bartolo Longo), Altea Chionna, Gino Cesaria, Giulia Lippolis, Giovanni Piro e appunto Jasmine Carrisi, tutti pugliesi. L’ uscita è prevista a ridosso di Natale, il montaggio inizierà a breve. Abbiamo rintracciato a Latiano il regista Alessandro Zizzo.

Zizzo, perché un docufilm su Bartolo Longo?

“Intanto l’ idea, che ho fatto mia e che mi affascina è partita dal giornalista Franco Giuliano e dall’ associazione L’ Isola che non c’è che lo ha prodotto. Naturalmente sono molto contento e ho studiato a lungo questo personaggio”.

Che idea ne ha tratto?

“Sono rimasto ammirato e colpito dalla sua sofferta conversione, dal cambiamento avvenuto grazie alla fede. La sua storia è abbastanza nota”.

Fu addirittura un satanista convinto, bestemmiava contro Dio che dileggiava e diceva cose cattive contro la Chiesa e i santi, poi…

“Poi la conversione, al punto da scrivere la famosa Supplica alla Madonna e volere la erezione della Basilica. Aggiungo che grazie a questa conversione ha trovato la giusta via, possiamo capire così che in ogni creatura, anche quella apparentemente più problematica, esiste il tocco di Dio”.

Quanto tempo sono durate le riprese?

“Quattro giorni, a Mesagne, Latiano, nella casa natale del beato, Brindisi nel locale carcere e nelle tenute di Albano che ci ha ospitati”.

Ed ecco Albano: “Ho sposato appieno e con entusiasmo questa bella idea, ne sono convinto, bisogna dare messaggi positivi. Non dimentichiamo quanto di buono avviene al santuario di Pompei e in genere le vie di conversione che grazie all’ intercessione della Madonna si hanno nei luoghi mariani”.

Bruno Volpe

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