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La voce irritata dei residenti: “Il Parco Cucciolla s’ha da fare”

La città che non cambia. Dopo i nostri ultimi articoli si scatenano i lettori, ma la politica dorme

Per i lavori che aspettano da oltre un decennio per il grande ‘Parco del Castello’ sul lungomare De Tullio a Bari, s’è fatta risentire sui canali ‘social’ la voce di cittadini e residenti. Tutti delusi e arrabbiati. Qualcun altro, però, è rimasto trincerato nella sua bella torre d’avorio, non lontano da quello spicchio di lungomare che dovrebbe riallacciare città e porto. “Sono mesi che non sentiamo più la voce del Sindaco sullo stato dell’interlocuzione col Presidente dell’Autorità Portuale: è un anno che il Comune ha ricevuto 26 milioni di euro per il progetto e quattro da quando l’Authority ha ricevuto la sua quota di finanziamento – ben 29 milioni – per la realizzazione del Parco secondo quanto tra loro concordato e sottoscritto”, attacca a testa bassa sui social Andrea Guarneri Calò Carducci dal comitato che si batte, appunto, per un progetto in grande stile che fu dell’architetto benemerito Arturo Cucciolla e che coinvolgerebbe Borgo Antico e Castello Svevo. “Silenzio assoluto anche di quei ‘media’ che in passato hanno riempito le loro pagine con i tanti annunci e interviste più volte rilasciate da sindaci vecchi e nuovi, ma anche dai presidenti del porto che si sono succeduti in questi ultimi dieci e più anni e che oggi preferiscono ignorare, piuttosto che chiedere conto del perché è tutto fermo, del perché non siano stati utilizzati i fondi ricevuti o del perché siano stati utilizzati per altro”, s’infervorano sui siti. Per Francesco C. il problema è la mancanza di determinazione da parte di Vito Leccese e la decennale sudditanza nei confronti dell’Autorità Portuale che pure aveva condiviso col Comune il progetto. Paola B. reputa opportuno tornare a riunirsi e farsi sentire, anche se la rode il dubbio che alcuni possano covare l’interesse a bloccare tutto. Insomma, tutti d’accordo che quel Parco è un intervento troppo complesso per l’attuale, giovane e inesperto assessore comunale che, probabilmente, neppure conosce quanto è avvenuto dal lontano 2014, dubitando pure che senza una mobilitazione della società civile, il «Parco Cucciolla», come lo chiamano in molti, vedrà mai la luce. “In una città come Bari che sconta una situazione di presenza verde vicino alle medie pro-capite del verde degli abitanti Inuit dell’Artico, persino Munch invece che urlare si incazzerebbe per davvero…”, ironizza ma non troppo qualche altro, anche se per fortuna nel variegato pianeta Internet a proposito di quest’altro, ennesimo progetto fermo da anni c’è chi afferma sicuro che è “il momento di cominciare a organizzarsi per il recupero e rigenerazione di spazi che possono veramente cambiare questa città”.

Francesco De Martino


Pubblicato il 15 Gennaio 2026

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