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Labirinto carsico, rotte sotterranee

Tre sono i luoghi comuni a proposito dei castelli : il fantasma, il trabocchetto e il passaggio segreto. Se un maniero ne è esente, nessun problema, li si inventa. Sicché non esiste  fortezza a proposito della quale testimoni non mettano la mano sulle sacre scritture a proposito di sagome di gentili donzelle messe a morte dal crudele nobile di turno e condannate da secoli a vagare sospirando. Allo stesso modo altri addetti ai lavori, sulla scorta di dicerie ed altre fumose tracce storiche, piangono che nel tale ambiente malaugurati lavori di restauro abbiano cancellato tracce di un tunnel verticale che si apriva a comando sotto i piedi degli ospiti sgraditi. Quanto poi a passaggi segreti, si fantastica di reti cunicolari che ancora collegherebbero ogni castello a cattedrali, monasteri e dimore patrizie. Un aspetto delle cose, quest’ultimo, credibile solo quando la distanza fra il fortilizio e i siti beneficiati è breve. E invece il più delle volte si vaneggia di percorsi sotterranei lunghissimi, E’ quest’ultimo il caso di Oria, i cui anziani pretendono che il castello voluto da Federico II sia collegato ‘sotto traccia’ con Latiano e San Vito dei Normanni, come se fosse una bazzecola in tempi in cui gli strumenti a disposizione degli operai erano non più che una pala e un piccone  scavare come talpe (e in assoluta segretezza) per chilometri e chilometri. E si dice pure che il fantomatico tunnel in questione fosse così largo da consentire il passaggio di una carrozza… Balle, si capisce, tanto più che indagini condotte nelle segrete di quella fortezza non hanno portato alla scoperta di alcunché. Attenzione, però, dietro ogni leggenda si nasconde un fondo di verità. Prendiamo in considerazione la natura del sottosuolo pugliese : una groviera di grotte e cunicoli naturali. Una realtà estesissima e che solo scavi casuali o crolli delle volte di ipogei possono portare alla luce. Nulla vieta di pensare, allora, che ancora oggi più grotte siano collegate da cunicoli e che questi cunicoli, quando esplorati, possono portare a scoperte sensazionali, come per esempio una strada che consenta di arrivare da Oria a Latiano o da Oria a San Vito dei Normanni senza mai vedere la luce del sole, magari non a bordo di una carrozza come vuole quella diceria bensì a piedi, lungo budelli tortuosi e sentieri accidentatissimi, strade alternative e avventurose da percorrere solo in caso di emergenza e riservate ai più coraggiosi (non doveva essere uno scherzo secoli fa inoltrarsi al lume delle fiaccole in ambienti asfittici e dove era facile perdersi ; e chissà che più di qualcuno non abbia persola vita smarrendosi in quel labirinto carsico). Dunque, in linea teorica quel labirinto dovrebbe consentire, da Oria, di arrivare anche a Francavilla, San Marzano, Sava, Manduria, Erchie, Torre Santa Susanna…. Percorsi tutti da scoprire. Non di meno percorribili solo a fatica, per di più  al costo di rischi enormi anche con i mezzi di oggi. Quelle possibili rotte sotterranee Oria-San Vito e Oria-Latiano dovettero essere ostruite per sempre una volta realizzata la loro impraticabilità e le notevoli insidie che presentavano.

Italo Interesse

 

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