Cronaca

Lacarra capolista: “Ma in quota a Renzi o a Emiliano?

E’ probabile che nella tarda serata di oggi il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, leader di una delle correnti interne al Pd, “Fronte democratico” per l’appunto, ed sindaco di Bari, Antonio Decaro, anch’egli del Pd ma in teoria esponente di spicco in Puglia della corrente che fa capo al segretario nazionale Matteo Renzi, si precipitino a Roma, dove nella notte si metteranno a punto in via definitiva le candidature del loro partito alle politiche del 4 marzo prossimo. Infatti, il segretario Renzi, pur avendo convocato per venerdì mattina la Direzione nazionale del partito, verosimilmente giungerà in quella sede già con la griglia pronta dei nomi da candidare nei 231 collegi uninominali della Camera e nei 105 del Senato, oltre che con tutti i listini al completo del Pd per  le circoscrizioni del proporzionale, lasciando così alla Direzione solo il compito di ratificare gli elenchi approntati o, al più, di effettuare solo qualche spostamento di posto per le candidature di secondo e terzo livello. Ossia quelle non dei “big” del partito, che invece potrebbero essere già state decise nella notte, a tavolino, prima della stessa assise direzionale. Perciò Emiliano e Decaro potrebbero presentarsi nella sede romana di piazza del Nazzareno del Pd per “marcare” direttamente la compilazione delle liste, soprattutto quelle pugliesi, da parte di Renzi o del suo incaricato al riguardo, il fidatissimo ministro allo Sport, Luca Lotti. Ma insieme al governatore pugliese ed al Primo cittadino di Bari dovrebbero esserci anche lo stuolo di tutti i parlamentari locali uscenti, che aspirano alla riconferma, e tutti coloro che dalla Puglia sperano di “volare” al Parlamento per la prima volta alle politiche di marzo prossimo. E, nella trasferta di questa notte nella Capitale, tra questi ultimi ci sarà sicuramente il segretario pugliese del Pd, Marco Lacarra, che, oltre ad essere presente in qualità di massimo responsabile politico del partito pugliese e quindi di colui che dovrà ricevere materialmente dal segretario Renzi la delega a depositare nelle cancellerie delle Corti d’Appello pugliesi le candidature del partito nei collegi e circoscrizioni di competenza, è interessato soprattutto in prima persona a conseguire un seggio in Parlamento con una candidatura sicura, in qualità di capolista in uno dei sei listini pugliesi del Pd nel proporzionale. Infatti, a detta dei soliti bene informati, Lacarra punta ad avere la prima posizione nel listino barese della Camera che, oltre a Bari città, comprende anche atri 30 Comuni dell’hinterland cittadino. Posizione, questa, che – come è noto – garantirebbe a Lacarra l’ingresso certo nell’Aula di Montecitorio il 4 manzo prossimo. Sta di fatto, però, che a decidere effettivamente sui nomi da eleggere con sicurezza, alla fine, non saranno né i vertici pugliesi del Pd, né tantomeno il leader di “Fronte democratico”, Emiliano, che in Puglia pur la fa da padrone nel partito di Renzi. Bensì, saranno i vertici nazionali e, in particolare, lo stesso Renzi, a cui verosimilmente spetterà l’ultima parola proprio sui nomi dei capilista. Infatti, secondo quanto già trapelato da fonti vicine al segretario nazionale del Pd, lo stesso per i 6 listini pugliesi del proporzionale sarebbe intenzionato a concedere due posti da capolista alla corrente che fa capo ad Emiliano (e che in Puglia è maggioritaria nel Pd), uno a quella del ministro della Giustizia, Andrea Orlando (che al congresso della scorsa primavera ha comunque riportato un risultato significativo nella nostra regione), ed i restanti tre posti da capolista ad esponenti “doc” della propria corrente in Puglia. Infatti, in cima alla lista dei nomi da far eleggere in modo sicuro c’è la vice ministro pugliese allo Sviluppo economico, la salentina Teresa Bellanova, seguita dai nomi del consigliere regionale tarantino Donato Pentassuglia e del collega della Bat Ruggero Mennea, che hanno alle spalle già ben due elezioni nell’Aula barese di via Capruzzi. Ma non c’è solo quest’ultimo motivo a far ritenere che nella graduatoria pugliese dei preferiti da Renzi per i posti da capolista, dopo Bellanova, ci siano i nomi di Pentassuglia e Mennea, in quanto è proprio grazie a questi due esponenti l’area renziana non ha sfigurato al congresso della scorsa primavera nelle rispettive province di appartenenza di due consiglieri regionali. Ma c’è di più. Sempre secondo alcune indiscrezioni provenienti dalla Capitale, Renzi in Puglia avrebbe la necessità di garantire l’elezione del presidente della “Fondazione Gramsci”, il barese Beppe Vacca, ex parlamentare e dirigente del Pci (poi Pds e Ds)  e, soprattutto, uomo simbolo di un’area politica, quella per l’appunto degli ex Ds, che proprio in Puglia rischia di rimpinguare nelle urne la neo formazione di “Liberi e Uguali” di Pietro Grasso, che nella nostra regione schiera in prima linea, oltre all’ex premier Massimo D’Alema, numerosi altri esponenti politici che dal Pd sono confluiti, con la scissione della scora primavera, al seguito di Pierluigi Bersani e Roberto Speranza. Quindi, è possibile che Renzi, in Puglia, alla fine scelga di sacrificare  uno dei tre posti sicuri che vorrebbe riservare alla sua corrente per far posto all’elezione certa del professor Vacca. Se accadesse questo, allora alcuni addetti ai lavori si chiedono “chi sarebbe, dopo Bellanova e Vacca, il nome pugliese per la terza capolistatura in quota a Renzi?”. E’ chiaro, quindi, che in gioco ci sarebbero nell’ordine i nomi di Pentassuglia, Mennea e Lacarra. Da non dimenticare, però, che a far pressioni su Lotti, e quindi su Renzi, per la candidatura a capolista del segretario regionale del Pd nel listino della provincia di Bari ci sarebbe anche il sindaco del capoluogo, Decaro, che è presidente dell’Anci. E, quindi, Renzi dovrebbe tener in debito conto anche di detto autorevole esponente della sua corrente barese. Ma, a detta di alcuni voci interne al partito di Renzi, è possibile pure che per garantire l’elezione di Lacarra si faccia carico pure Emiliano di una possibile sua capolistatura. “In fondo, – ha esclamato qualcuno – è a quest’ultimo che interessa effettivamente liberare il posto di Lacarra in Consiglio regionale, per consentire il ripescaggio della prima dei non eletti nel 2015 nelle fila baresi del Pd, Anita Maurodinoia”. Pertanto, sec così stessero le cose, il segretario del Pd pugliese un posto sicuro per la Camera, da Renzi o da Emiliano, dovrebbe averlo già in tasca. Soprattutto se a farsi da garante di Lacarra, sia con Renzi che con Emilano, è stato verosimilmente il sindaco Decaro. E, quindi, se sono rose, già domani fioriranno.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 25 Gennaio 2018

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