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Lacarra, renziano a Roma e filo “emilianista” in Puglia

Il recente invito del governatore della Puglia, Michele Emiliano, ai dirigenti locali di ogni ordine e grado del suo partito, il Pd, a non chiudersi nel recinto delle alleanze di governo degli enti locali con le solo forze di centrosinistra e di guardare, se è il caso, anche a destra o, preferibilmente, al M5S, ha già registrato un commento favorevole da parte del segretario del Pd pugliese, il neo deputato renziano Marco Lacarra. Infatti, il massimo rappresentante politico del Pd pugliese, commentando tale richiesta di Emiliano ai segretari locali del Pd, e quindi anche a lui, ha rilevato:  “Non mi sembra siano esternazioni da sottovalutare”, perché “il tema e’ vero, noi stiamo assistendo a una trasformazione culturale e sociale e quindi anche politica che ha radici profonde”. E questo convince Lacarra  “che debba esserci una nuova visione” del quadro politico e dei rapporti tra tutte le forze che lo compongono. Una nuova visione che – ha preannunciato Lacarra – prospetterà lui stesso anche alla direzione del partito del prossimo 9 Aprile, sottolineando poi che il Pd non deve avere pregiudiziali nei confronti di nessuno. Tuttavia  Lacarra ha precisato di far “fatica a pensare che il centrodestra possa seguirci su alcuni temi, e deve essere lì il discrimine”. “Il tema – ha ribadito il segretario del Pd pugliese – e’ che non passi come una operazione di potere, cioè come l’ansia di gestire”. Infatti, le alleanze suggerite da Emiliano, secondo Lacarra, “si riferiscono soprattutto alle amministrative” e “devono essere valutate Comune per Comune e sulla base dei programmi”. “Noi – ha poi sotolineata il neo deputato barese del Pd – stiamo nelle istituzioni per provare a risolvere i problemi delle persone. Noi dobbiamo dire chiaramente di quali problemi ci vogliamo interessare e quindi quali sono gli interessi che vogliamo tutelare. E come poi vogliamo curare gli interessi delle persone e dare delle risposte”.  E “su questa base – ha evidenziato Lacarra – si possono costruire tutte le alleanze che vogliamo, l’importante é che non facciamo
transazioni sulle nostre posizioni”. Quanto alla ridda di voci che il governatore Emiliano,  con il rimpasto di Giunta imposto dall’uscita di scena, in pochi mesi, di tre assessori del Pd finiti al cento di vicende dai possibili risvolti giudiziari, possa allargare i confini dell’attuale maggioranza a consiglieri espressione del centrodestra e comunicarlo nel vertice della coalizione di centrosinistra del prossimo 4 Aprile, Lacarra ha risposto: “Non so cosa dirà il 4 Aprile e non sono in grado di
prevederlo. Posso solo dire che culturalmente occorre un cambio e un adeguamento, anche delle nostre idee, al nuovo sistema politico che si è formato in questi mesi e in questi anni”. Per poi concludere: “E noi non possiamo pensare  che tutto sia rimasto come prima”. Insomma, con queste ultime affermazioni il segretario del Pd pugliese ha implicitamente confermato le voci di crisi all’interno della coalizione di centrosinistra che ha sostenuto Emiliano alle regionali del 2015. E,  quindi,  che il governatore non avrebbe più una coalizione compatta che lo sosterrebbe sempre e comunque nell’Aula di via Capruzzi. Infatti, già il consigliere vendoliano Cosimo Borraccino (Sinistra italiana-Leu) ha dichiarato di aver abbandonato la maggioranza e di essere passato nelle fila di opposizioni al governatore. E non è escluso che nelle prossime settimane anche altri esponenti dell’originaria coalizione di centrosinistra si accingano a fare altrettanto, qualora Emiliano non dovesse effettuare i cambiamenti di rotta da tempo richiesti per il governo della Regione. In ogni caso, anche se non ci fossero ulteriori abbandoni tra le fila della maggioranza, quel che è certo che il governatore Emiliano, con la sua attuale giunta, versa in una situazione alquanto precaria, perché tra fibrillazioni politiche all’interno della coalizione di maggioranza e malpancisti all’interno del gruppo consiliare del suo stesso partito, il Pd per l’appunto, si troverebbe quasi sempre in Aula a non sapere se i provvedimenti del suo governo avrebbero i numeri per essere approvati oppure no. In altri termini, la crisi nella maggioranza di Emiliano è sempre dietro l’angolo. Quindi, una possibile via d’uscita per Emiliano sarebbe quella di “pescare” possibili puntelli al governo regionale tra le fila delle opposizioni. Ci riuscirà? Ma il dubbio che maggiormente incombe è che se il governatore pugliese si è orientato a tentare operazioni di trasversalismo politico, per mantenersi “in vita” politicamente senza condizionamenti, allora vorrebbe significare  che Emiliano, forse, è convinto di non essere più in condizioni di ricompattare la propria maggioranza. E questa potrebbe essere una delle ragioni del recente invito di Emiliano al Pd locale a non escludere alleanze anche con forze tradizionalmente contrapposte e rivali al Pd stesso. Il segretario regionale renziano, Lacarra, sembrerebbe d’accordo. Anche se a Roma, invece, ha condiviso una linea diversa per il partito nazionale. Ma che Lacarra sia renziano nella Capitale ed emilianista in Puglia è cosa nota.

 

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 30 Marzo 2018

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