L’acqua della Madonna
Sabato prossimo, 6 settembre, a Capurso, in occasione dei festeggiamenti per la Madonna del Pozzo, è in programma una rievocazione storica

Sono in corso a Capurso le celebrazioni per la Madonna del Pozzo. Il prossimo appuntamento, il penultimo, è fissato per sabato prossimo, 6 settembre. In programma, alle 20:00, una rievocazione storica del rinvenimento del noto affresco mariano, uno spettacolo itinerante che, partito dalla cripta della Chiesa del Pozzo (nell’immagine), si concluderà sul sagrato della Basilica. Nato nel 1705, il culto della Madonna del Pozzo, la cui genesi è sin troppo nota perché qui si rechi noia al lettore riproponendola, si è diffuso in 46 città italiane, per lo più delle Puglie. Fuori dei confini regionali la vergine capursese è adorata a Ardore Marina (R.Calabria), Ariano Irpino (Avellino), Napoli (quartieri Barra e Chiaia), Campobello di Licata (Agrigento), La Spezia, Prati di Vezzano Ligure (La Spezia), Ortucchio (L’Aquila) e Roccasecca (Frosinone). Nel resto del mondo è venerata con i seguenti titoli : ‘Nuestra Señora del Pozzo’ – San José, Costa Rica ; ‘Notre Dame du Puits’ – Bkennaya, Libano ; Maria S.s. del Pozzo – Chicago, Illinois ; ‘Heilige Maria des Brunnens’ – Katholische Kirchgemeinde Engstringen (Svizzera). Oltre che Patrona di Capurso, la Madonna del Pozzo è Compatrona dello scomparso Regno delle Due Sicilie e Protettrice di Rocchetta Sant’Antonio. Quanto a quest’ultimo micro centro abitato del Sub Appennino Dauno, la devozione verso la Madonna del Pozzo si lega ad un evento prodigioso occorso il 24 agosto 1709, cioè a distanza di due anni dall’apparizione notturna della Vergine a Don Domenico Tanzella, sacerdote di Capurso, all’epoca moribondo e di lì a pochissimo destinato a miracolosa guarigione. A Rocchetta il prodigio si sviluppò attorno alla figura di Giuseppe Mastrostefano, un contadino che stava zappando il proprio fazzoletto di terra in contrada Serralonga. Esasperato per la prolungata siccità, il pover’uomo invocò in lacrime la Madonna del Pozzo perché piovesse (qualche giorno prima il Mastrostefano era rimasto incantato dalla parola di un frate questuante che, proveniente da Capurso, girava per diffondere la devozione verso la figura mariana). Consumate le lacrime e ripresa la zappa, Giuseppe riprese a lavorare, non immaginando che al primo colpo di zappa avrebbe portato alla luce una falda superficiale. Ringraziando il Cielo, Mastrostefano si affannò ancora a colpi di zappa a convogliare l’acqua provvidenziale verso le sue colture. La notizia si diffuse e tutti vennero a vedere, soprattutto a bere quell’acqua, di cui beneficiarono diversi ammalati (si conserva memoria di tale Pompea Garruto e Maria Pasciuto). Si ignora che fine abbia fatto quella fonte. Forse venne sigillata dall’Autorità religiosa per evitare dannose speculazioni. Al momento non è dato sapere il punto esatto in cui in contrada Serralonga sgorgò quella che poi venne chiamata ‘l’acqua della Madonna’.
Italo Interesse
Pubblicato il 2 Settembre 2025



