Cultura e Spettacoli

L’acquario di Lesina

È il primo in Europa a ospitare specie d’acqua salmastra, distribuite in quattordici vasche per una capienza complessiva di ventunomila litri

Le lagune costiere di Lesina e Varano, la cui superficie complessiva è di circa 112 km², fanno da habitat a una varietà di specie ittiche, stanziali e migratorie : Anguille, cefali, orate, spigole, saraghi, sogliole, triglie ed altri pesci ‘eurialini’, cioè capaci di sopportare notevoli variazioni del grado di salinità dell’acqua.

Tra questi è il ‘Nono’ (Aphanius fasciatus), un vero gioiello di biodiversità ; è l’unica specie autoctona italiana ; questo piccolo predatore lo si può ritrovare in acque del tutto dolci e, più di rado, in mare e addirittura nelle acque ipersaline delle saline. Ma alto è il rischio che in un domani neanche troppo lontano resti ben poco di tanto patrimonio faunistico.

Il granchio blu, il temutissimo crostaceo ‘alieno’, è già stanziale in queste acque, con grave danno per l’ecosistema e l’industria della pesca. In prossimità dei canali di foce e nei punti di immissione dei depuratori si registrano cali di ossigenazione, proliferazione di microalghe e valori al di sopra del limite batteriologico. Inutilmente, l’Arpa e altre organizzazioni ambientaliste si affannano, dati alla mano, ad assicurare che le acque in questione sono idonee alla pesca.

Sappiamo tutti, oggi, che certi standard ambientali contemplano pure il ‘tollerabilmente sporco’. Non ci si meravigli, quindi, se nei due laghi pugliesi si pesca sempre meno e se gli allevamenti di cozze, vongole ed ostriche non rendono più come una volta. Dovesse andare avanti così, il poco noto Acquario di Lesina minaccia di involvere in Riserva delle specie ittiche nostrane sopravvissute all’asfissia delle acque di Lesina e Varano.

Il museo vivente in questione (uno dei pochissimi in Puglia) trova posto nel Centro Visite di Lesina, in via Banchina Vollaro 147, ed è il primo in Europa ad ospitare specie d’acqua salmastra, distribuite in quattordici vasche per una capienza complessiva di ventunomila litri. Le vasche contengono acqua prelevata direttamente dal bacino lagunare e che, grazie ad un sistema a circuito chiuso, viene costantemente filtrata, refrigerate e ossigenata per riprodurre le condizioni ambientali necessarie al benessere dei pesci. La struttura inoltre riserva alcuni spazi alle specie ittiche tipiche dei ‘cutini’, gli stagni d’acqua piovana che si formano negli avvallamenti naturali della Foresta Umbra.

Oltre all’Acquario, nel Centro Visite di Lesina è possibile visitare la Casa del Pescatore e il Museo Naturalistico. La prima sezione mostra gli attrezzi e i tradizionali metodi di pesca, i costumi e gli antichi usi della comunità locale; la seconda raccoglie una collezione di conchiglie, un orto botanico (La Via delle Erbe) e sezioni dedicate all’avifauna del Bosco Isola, come viene chiamata la lingua di terra lunga quindici chilometri che separa le acque del Lesina da quelle dell’Adriatico.

Italo Interesse


Pubblicato il 18 Luglio 2026

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