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“L’affaire Newo” in quinta Commissione regionale

 

E’ approdata all’esame della V Commissione regionale, quella all’Ambiente per l’appunto, la vicenda dell’inceneritore ad ossi-combustione che la società foggiana Newo vuole realizzare nella zona industriale di Bari-Modugno e per il quale lo scorso 25 gennaio ha ottenuto dalla Regione Puglia l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), sulla base di una Via (Valutazione d’impatto ambientale) di parere favorevole al progetto. Una vicenda che, come è noto, ha suscitato le proteste di quasi tutti i Primi cittadini dei Comuni limitrofi alla zona interessata dall’ubicazione dell’impianto, compreso il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che, pur dichiarandosi contrario all’inceneritore, ha stranamente consentito che precedentemente il Comune di Bari, sia in sede di Conferenza di servizi che per tutte le autorizzazioni amministrative di propria competenza, desse parere favorevole, senza eccepire alcunché. Contrario alla costruzione dell’impianto della Newo nella zona industriale di Bari si è dichiarato tempo fa anche il governatore pugliese, Michele Emiliano, benché a dare l’ok definitivo alla realizzazione sia stata proprio la Regione con l’Aia dello scorso fine gennaio. Ma c’è di più. La Regione Puglia nel 2016 ha financo inserito il progetto della Newo tra gli interventi meritevoli di finanziamento, prevedendo a suo favore provvidenze per circa 10 milioni e 600mila Euro, a fronte di un costo complessivo per la Newo di poco più di 19 milioni di Euro. Ed è sicuramente per le posizioni contrarie di Emiliano e Decaro, emerse però solo dopo la levata di scudi di numerose associazioni ambientaliste e comitati civici, oltre che dei sindaci di Comuni a ridosso della zona industriale barese, che la vicenda si tinge ancor di più di giallo, apparendo non solo incomprensibile agli occhi di tanti comuni cittadini, ma addirittura paradossale per così come è presentata dai vertici politici dei due principali attori amministrativi dell’ok al progetto, ossia il Comune di Bari con il sindaco Decaro e la Regione Puglia con il presidente Emiliano. A parole entrambi contrari, ma nei fatti sostanzialmente firmatari, nei rispettivi ruoli istituzionali, delle autorizzazioni che danno il via libera alla Newo per la realizzazione dell’inceneritore a Bari, in via Corigliano. Per la cronaca, ricordiamo che soltanto il Comune di Modugno con il sindaco Nicola Magrone aveva manifestato il proprio dissenso alla struttura della Newo già in Conferenza dei servizi, mentre il Comune di Bari, che a detta assise intervenne solo con il dirigente della Ripartizione ambiente, diede il proprio assenso alla costruzione dell’impianto. Ed è per far chiarezza sulla vicenda e chiedere eventualmente al Governo regionale il riesame dell’iter procedurale sulla proposta della Newo che la V Commissione consigliare ha aperto il “caso”, chiamando in audizione il titolare della delega all’Ambiente nell’esecutivo regionale (che – come è noto – da qualche mese è ad interim nelle mani dell’assessore al Bilancio) ed i rappresenti della società proponente, che però nessuno di questi si è presentato, il sindaco Decaro, l’ex presidente di Amiu-Puglia, ora a capo dell’Agenzia regionale per i rifiuti, Gianfranco Grandaliano, ed Agostino Di Ciaula del Comitato scientifico Isde e che è stato tra i primi esperti in materia a lanciare l’allarme sui rischi ambientali di tale impianto per la zona prescelta. Al termine della seduta i consiglieri regionali del M5S, Mario Conca ed Antonio Trevisi, ha affermato che “ procedimento va riaperto, perché temiamo non sia stato adeguatamente valutato l’impatto ambientale e sanitario dovuto alla realizzazione dell’impianto, per questo attendiamo di sentire a breve la Asl di Bari”. E, proseguendo, hanno poi dichiarato: “Si tratta di un procedimento che andava avanti da tempo, ci chiediamo perché si siano dovute aspettare le ultime settimane prima che i vari enti dialogassero tra loro, e come sia stato possibile che la politica non sapesse quello che accadeva negli uffici tecnici, che hanno rilasciato parere favorevole”. Di ben altro tenore, invece, le dichiarazioni di un esponente dell’opposizione di centrodestra facente parte della V Commissione, il forzista Domenico Damascelli, che con una nota, dopo aver rilevato: “ Il buonsenso, ora, dovrebbe non solo indurre a rivedere le autorizzazioni regionali per l’impianto di ossi-combustione in progetto, ma anche a riconsiderare quella concessa per l’impianto sperimentale a Gioia del Colle”, si chiede: “perché acconsentire ad un inceneritore che parrebbe pericoloso per la salute pubblica, quando invece la strategia dichiarata in tema di rifiuti della Regione è quella della raccolta differenziata spinta?” Ed ancora: “ Se Amiu, così come ha ufficialmente comunicato il sindaco di Bari, Decaro, non conferirà i rifiuti bio stabilizzati nel nuovo impianto di ossi-combustione, che senso avrebbe installarlo?” Forse, “per bruciare rifiuti provenienti da altre regioni e inquinare il nostro ambiente?” si è chiesto ancora Damascelli, che ha poi concluso: “E se Amiu non conferirà i suoi rifiuti, e quindi l’impianto non potrebbe funzionare, su quali basi il settore Sviluppo economico della Regione ha sostenuto che tale iniziativa sarebbe cantierabile?” Certo che, posta in questi termini la “questione”, qualcosa non  quadra nel modo in cui la Newo è riuscita ad ottenere l’ok all’impianto ed al suo finanziamento pubblico da parte della Regione Puglia. Dichiarazioni sull’argomento sono state rilasciata anche dal vice presidente di maggioranza del Consiglio regionale, il modugnese Peppino Longo, che è anche componente della Commissione consiliare all’Ambiente. Infatti, Longo ha manifestato la sua contrarietà all’impianto della Newo nella zona prescelta affermando:  “Da amministratore e da modugnese, ringrazio il concittadino dottor Agostino Di Ciaula (Isde) per il contributo notevole in questo percorso. Convinto che sia fondamentale evitare accuratamente scelte sbagliate e dalle conseguenze imprevedibili. E ancora di più, se possibile, scelte che non si basano su corrette procedure amministrative, come emerso nel corso dei lavori della Commissione sull’inesistenza di qualsivoglia accordo tra Amiu e Newo e a proposito della mancanza di variante urbanistica, elementi indispensabili per accedere ai finanziamenti pubblici”. Inoltre, nella nota di dissenso, il vice modugnese di Mario Loizzo, ha ricordato  “che Modugno e gran parte dell’area industriale che sarebbe interessata dal nuovo stabilimento, già pagano un prezzo elevatissimo in materia di inquinamento, sia per la presenza di altri siti inquinanti, sia a causa di elevati volumi di traffico automobilistico”. Infatti, ha fatto in fine notare Longo: “Non a caso la città (ndr – Modugno), peraltro ad altissima densità abitativa, è stata inserita tra le 11 più a rischio per inquinamento nella regione”. Però, alla luce di quanto emerso già in questa prima seduta della V Commissione sulla vicenda dell’inceneritore della Newo, ossia la mancanza della variante urbanistica per l’impianto e l’inesistenza di un accordo tra Amiu e Newo per il conferimento dei rifiuti baresi, sarebbe forse il caso di chiede al sindaco Decaro: “Dov’era, quando gli uffici di Palazzo di Città hanno dato parere favorevole alle pratiche presentate dalla società foggiana e che verosimilmente lui stesso ha controfirmato al fianco di quelle di dirigenti e funzionari?” Un rebus, questo, a cui solo questi ultimi potrebbero dare una risposta, che finora però non è mai stata data. E non è certo difficile immaginare i motivi.

Giuseppe Palella

 


Pubblicato il 8 Marzo 2018

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