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L’alleanza “giallo-rossa” in Puglia funziona a senso unico

Non sarà una campagna elettorale facile quella delle amministrative del 3 e 4 ottobre prossimo in Puglia. Infatti, a livello regionale il M5S è alleato di governo con il centrosinistra di Michele Emiliano, ma nei 54 Comuni pugliesi chiamati ad eleggere il sindaco ed a rinnovare il consiglio comunale l’alleanza tra M5S e centrosinistra è presente solo in pochi di essi. In particolare, dei quattordici centri con più di 15mila abitanti che andranno al voto ad ottobre in Puglia solo in tre il simbolo dei pentastellati comparirà sulla scheda elettorale in colazione con lo schieramento di centrosinistra e, quindi, insieme al simbolo del Pd. Nei restanti undici Comuni dove si voterà con l’eventuale possibilità di doppio turno (se nessuno dei candidati sindaci in corsa supererà la soglia del 50% dei consensi), invece, il M5S corre con un proprio candidato sindaco oppure non è presente affatto sulla scheda elettorale.  I tre centri pugliesi con più di 15mila abitanti dove il M5S è alleato del Pd sono due in provincia di Lecce, Nardò e Gallipoli, ed uno in provincia di Foggia, Cerignola. Ancora più anomalo il fatto che, a fronte sia pure di tali sparute alleanze in cui, però, è il M5S a sostenere i candidati sindaci del Pd, ovvero Carlo Falangone a Nardò, Stefano Minarva (sindaco uscente) a Gallipoli e Francesco Bonito a Cerignola, non c’è nessun candidato sindaco del M5S che viene appoggiato dal centrosinistra e, quindi, dal Pd. Neppure in condizioni di reciprocità, infatti, il Pd sostiene candidati sindaci del M5S e cioè anche dove il M5S ha un sindaco uscente (come Raimondo Innamorato al Comune di Noicattaro, nel barese, o Vito Parisi a Ginosa, nel tarantino) il partito pugliese di Enrico Letta non è a sostegno del M5S. Quindi, l’intesa giallo-rossa in Puglia, almeno al primo turno, sta funzionando a senso unico. Però, c’è sicuramente nel centrosinistra pugliese chi spera che l’alleanza Pd-M5S possa normalizzarsi al secondo turno, almeno nei Comuni che ritorneranno al voto 15 giorni dopo ed il ballottaggio non sia tra candidato sindaco pentastellato e quello sostenuto dal Pd. In Puglia, però, a stridere in questa tornata elettorale non è solo l’assenza di reciprocità tra Pd ed M5S nelle alleanze per il sostegno dei rispettivi candidati sindaci, perché alle amministrative di Nardò (ma non solo!) è presente un’anomalia ancora più clamorosa di quelle innanzi accennate. Infatti, nel secondo più grande Comune della provincia di Lecce, uno dei pochi – come detto – dove si è riusciti a mettere in cordata Pd ed M5S a sostegno di uno stesso candidato sindaco, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (che – come è noto – ha allargato a posteriori la sua maggioranza di governo pur di portare in coalizione i pentastellati, che  aveva avuto contro alle regionali e che per questo il M5S pugliese si è addirittura spaccato) verosimilmente fa il tifo per la riconferma del sindaco uscente, Pippi Mellone, notoriamente di estrazione destroide e da questa appoggiata, e per il quale lo stesso Emiliano qualche mese fa ha fatto su Facebook un chiaro endorsement a suo favore, che ha fatto intendere inequivocabilmente una sua preferenza di vittoria per detto candidato. Una situazione meno eclatante, ma comunque ugualmente anomala per il centrosinistra è presente nella più grossa realtà del barese chiamata prossimamente al voto, Triggiano, dove il candidato sindaco del Pd, Govanni Campobasso (fino a poco tempo fa alto dirigente regionale e persona vicina ad Emiliano), ha contro il sindaco uscente, Antonio Donatelli (anche quest’ultimo sostenuto dall’area di centrodestra), che nella coalizione delle 11 liste che lo appoggiano figura la civica “Con” che – come è noto – fa capo direttamente ad Emiliano, oltre a due civiche locali (“Terroni 2.0” e “Triggiano al centro”) che fanno capo direttamente alla consigliera ed assessore regionale del Pd, Anita Maurodinoia. Insomma, il quadro pugliese delle alleanze per le amministrative del prossimo ottobre non è anomalo solo per un’intesa “giallo-rossa” che evidentemente funziona poco o, forse, non funziona affatto a livello locale, ma soprattutto per i trasversalismi del governatore Emiliano, che anche con il M5S di Conte e Di Maio si comporta da “battitore” libero. Un atteggiamento, quello di Emiliano, che dopo il voto di ottobre, se nel Pd pugliese non sortirà verosimilmente alcuna reazione (come già accaduto in passato), perché lo stesso Emiliano di fatto ha da tempo in Puglia il controllo interno del partito di Letta, per il M5S invece dei contraccolpi, non solo interni, ma soprattutto elettorali di certo ci saranno. Con quali effetti?  E’ prematuro poterli ipotizzare. Molto dipenderà da ciò che accadrà elettoralmente il 3 e 4 ottobre prossimi al M5S. E non soltanto in Puglia, ovviamente!

 

Giuseppe Palella

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