Cronaca

Lama Misciano, da sito archeologico a discarica a cielo aperto, ecco le prove…

 

Nemmeno il tempo di sotterrare l’ascia di guerra per la ‘sepoltura’ del sito preistorico a Palese, che il combattivo architetto barese Eugenio Lombardi, presidente dell’Associazione Ecomuseale del Nord Barese, torna all’attacco sul fronte della tutela del territorio. Per raccontare che l’altro ieri, 15 marzo, lui si è recato con un folto gruppo di cittadini in  visita al territorio di lama Misciano, zona ASI, al fine di promuovere la conoscenza di un territorio di grande interesse paesaggistico con presenze storiche (palmenti, pagliai, trulli, ipogei, tombe longobarde, pozzi medievali a campana, frantoi) in un contesto agrario di qualità. <>, si legge nella breve, ma puntigliosa missiva che Lombardi ha già trasmesso a enti e pubbliche amministrazioni, compresi Guardia di Finanza e reparto ambientale dei Carabinieri. L’Associazione Ecomuseale del Nord Barese vorrebbe anche aumentare il proprio impegno per far conoscere le bellezze del territorio barese, ma come si possono accompagnare in un simile contesto scolaresche, famiglie, turisti e organizzare eventi culturali, se questa è la disastrosa condizione ambientale? E così, come enunciati e supportati da copiosa documentazione fotografica, i fatti sono all’attenzione degli organi competenti, chiedendo <<…che venga svolta ogni opportuna indagine al fine di verificare la configurabilità, in concreto, di ogni eventuale illecito e vengano avviate tutte le possibili procedure per la bonifica di un  territorio ricco in potenzialità produttive e anche turistiche, ma in condizioni di inaccettabile abbandono e degrado>>. Per essere più chiari, parliamo di un’area alla periferia di Modugno, piena di testimonianze archeologiche come torri d’avvistamento, rifugi rurali e rupestri, palmenti e cisterne del Cinquecento che testimoniano il riutilizzo continuo dell’agro posto fra la zona di Bitonto e di Bari, senza dimenticare una grotta scoperta di incerta datazione per assenza di scavi e che, come hanno già messo in evidenza alcuni esperti locali, rappresenta una delle più importanti testimonianze nascoste in Lama Misciano. Infatti, a pochi metri di distanza dalla grotta, sulla sommità dello spalto opposto della Lama, scavi archeologici mai completati hanno rivelato, fra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso, le fondamenta di una chiesa con struttura absidata risalente all’età altomedievale e un sepolcreto indagato anch’esso d’urgenza nel 1994, che ha ospitato ben diciassette tombe per sepoltura a fossa, ascritte  ai secoli VII–X.

Francesco De Martino


Pubblicato il 17 Marzo 2015

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