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L’Amiu e la raccolta differenziata da percentuali minime

L’Azienda municipalizzata barese all’Igiene Urbana continua ad annoverare una quota del venticinque per cento di raccolta differenziata tra i “fantastici risultati” raggiunti a Bari – Città, quando invece questa percentuale doveva raggiungere un minimo del sessantacinque per cento, come prescritto dal D.Lgs 152/2006. Non fa sconti Vincenzo Madetti del Movimento 5 Stelle: <>. Capitolo a parte riguarda il tanto decantato risolutore di tutti i problemi riguardanti i rifiuti a Bari, ossia l’impianto ‘digestore anaerobico’ dal costo di circa 18 milioni di euro finanziato dalla Regione Puglia. <>. E a riprova delle “elevate competenze” nel campo della raccolta differenziata da parte di AMIU s.p.a., come ironizzano i grillini baresi, si possono anche valutare le quota di RD raggiunte nella città di Foggia (dove da diversi mesi l’azienda municipale barese si occupa del servizio raccolta e smaltimento rifiuti) che si aggira intorno alla “fantastica percentuale” pari al 3%. Domanda: <>. È un vero punto dolente a Bari, dunque, la raccolta differenziata di carta, ferma al 25% dopo un 2013 con picchi irrilevanti rispetto all’anno precedente, con appena due punti percentuali in più: dati che hanno aperto le porte –e senza porta a porta…- a nuove tasse su rifiuti e servizi molto, ma molto più pesanti a carico dei sempre più tartassati cittadini-contribuenti baresi…

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 23 Ottobre 2013

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