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L’Amministrazione non riesce a riscuotere i tributi: in fumo più di 12 milioni

Il Consigliere Pasquale Di Rella non ha mollato l’osso, come si dice, ed è tornato sul luogo del delitto. E cioè sul recupero dei crediti tributari rivenienti dal mancato pagamento delle imposte comunali facendo sapere che, in risposta a una sua interrogazione presentata un mese fa, l’Assessore ai Tributi ha confermato che l’Amministrazione guidata da Antonio Decaro non riesce ancora a riscuotere circa 12 milioni di euro di imposte evase. In particolare quelle relative al triennio 2014-2015-2016, nonostante gli evasori siano ben individuati da tempo dai segugi degli uffici municipali. Di Rella cosparge di sale le ferite dell’amministrazione comunale barese: <<A tale cifra esorbitante dovranno essere sommate, inoltre, le imposte evase e non riscosse relative all’anno 2017. Pertanto, c’è ben poco da essere soddisfatti e a ben poco servono le “rassicurazioni” dell’Assessore su un futuro migliore, se solo si pensa che è da anni che gli evasori si prendono gioco sia dell’Amministrazione attualmente in carica sia dei cittadini baresi onesti che hanno pagato le imposte alla scadenza dovuta. Se non fossimo in presenza di una vicenda estremamente grave – per la quale l’Amministrazione non fornisce, ancorché formalmente richiesti, i nomi dei responsabili – potremmo ironicamente affermare che, con la risposta pervenuta dall’Assessore, si sparano i consueti fuochi artificiali mattutini: tutti avvertono il rumore ma nessuno li vede!>> La storia è cominciata subito dopo l’estate dell’anno passato, quando Di Rella era ancora presidente dell’assemblea cittadina e aveva chiesto chiarimenti sui contenziosi tributari ancora in piedi coi contribuenti baresi. Di Rella, in sostanza, aveva chiesto lumi su tutta l’operazione condotta dalla Ripartizione Tributi del Comune, chiedendo per iscritto prima i nomi delle persone fisiche e giuridiche “potenzialmente interessate dall’applicazione della normativa di favore in questione, con l’indicazione degli importi dovuti da ciascuna al Comune di Bari“. Eppoi con una seconda missiva indirizzata sempre al neoassessore ai servizi finanziari Adamo e ai responsabili degli uffici dell’ex Standa, spiegazioni ancora più stringenti, anche allo scopo di sviscerare la questione. Andiamo con ordine. La definizione agevolata del contenzioso sui tributi comunali, aveva osservato preliminarmente Di Rella, rappresenta una facoltà per gli enti interessati all’applicazione della normativa e non certo un obbligo, anche se in effetti la somma che andrebbe a introitare il Comune, come detto, sarebbe a dir poco sostanziosa. Ma proprio da qui erano nate le riflessioni da soppesare, proposte in primis all’assessore ai Tributi Alessandro D’Adamo eppoi ai suoi dirigenti: se sono circa trecento le cause in piedi che andrebbero ‘sanate’ con questa procedura, parliamo di contenziosi altrettanto sostanziosi. E cioè, mediamente, cause tuttora in piedi con l’Ente civico ammontanti mediamente a 250mila euro. Dunque, cause di tutto rispetto che, prima di chiudere con una ‘definizione agevolata’ rassomigliante tanto a una vera e propria transazione, bisognerebbe soppesare una ad una per Di Rella. Con tanto di parere scritto da parte dell’Avvocatura o del dirigente ai tributi competente per materia. Più morbido l’assessore ai Tributi Alessandro Adamo: “Con questo provvedimento l’amministrazione comunale è impegnata a perfezionare e semplificare la gestione del contenzioso tributario, con la più completa apertura massima nei confronti dei cittadini che abbiano delle pendenze con l’amministrazione, in modo tale da agevolare la risoluzione delle controversie“. Tutto bene, ma per Di Rella il Consiglio Comunale deve essere posto in condizione di valutare la “qualità” del contenzioso tributario in essere, anche per evitare di fare ‘sconti’ a coloro che hanno poche possibilità di ottenere una sentenza favorevole. Creando, in tal modo, un ingiusto danno alle Casse Comunali, altro che flusso milionario a favore dell’Ente per rendere servizi migliori a beneficio dei cittadini/contribuenti. Senza dire che i furbi/evasori rischiano di farla ancora una volta franca, mentre l’Avvocatura Comunale o in alternativa il dirigente del contenzioso tributario dovrebbe fornire, come si leggeva a settembre scorso nella seconda missiva dell’ex presidente consigliare, una “dettagliata analisi dello stato di ciascuna causa in essere, fornendo il proprio parere in merito alla possibilità di una sentenza sfavorevole per il Comune di Bari”. Tutto ciò affinchè la risoluzione del contenzioso tributario non appaia un regalo per contribuenti che non ne hanno proprio bisogno, dato l’ammontare del loro contenzioso tributario. E quindi, ancora peggio, un <<immorale e indebito aiuto in favore di pochi contribuenti ‘particolari’>>. Che lasceranno le casse comunali a becco asciutto….

 

Francesco De Martino

 

 


Pubblicato il 2 Marzo 2018

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