Cultura e Spettacoli

L’anello al dito mette fine alla baruffa

Con ‘Le baruffe chiozzotte’ si è chiuso il corso teatrale 23/24 organizzato al Teatro Fava di Modugno da Michele Bia

Commedia “plebea” per dirla con le parole del suo Autore, ‘Le baruffe chiozzotte’ ruota attorno alle schermaglie amorose di un pugno di giovanissimi rappresentanti di quella florida, proletaria ed operosa comunità marinara che fu la Chioggia del Settecento. L’incruenta baruffa si chiude con tre matrimoni riappacificatori. Quale abisso separa i giovani scoppiettanti di vita dei giorni del Goldoni dai loro infiacchiti ‘eredi’ della presente era. Se mai avessero voglia di tornare in reciproca armonia, i ragazzi del XXI secolo non considererebbero l’idea di un risolutivo anello al dito. Messa così, ‘Le baruffe chiozzotte’, che già negli ultimi venticinque anni considera ben pochi allestimenti, ove messo in scena oggi dovrebbe prestarsi male alle caratteristiche di un cast under venti. Ma ecco le sorprese. Lunedì scorso a Modugno, al Teatro Fava, dieci adolescenti allievi del corso di teatro tenuto da Michele Bia raccoglievano applausi senza risparmio a conclusione di un apprezzabile allestimento dell’opera succitata. Un successo ascrivibile al merito d’aver saputo immergersi nello spirito, fresco e vivacissimo, di un lavoro che non può prescindere dal più fondante valore (il matrimonio) della società di ieri. Cosa pensare, dunque, che siamo in presenza di una inversione di tendenza ? Più probabile ci pare che qui il teatro abbia operato un altro dei suoi miracoli : L’espansione della coscienza, da cui un innalzamento dell’immaginazione. Una volta di più l’arte scenica si conferma esercizio di formazione dello spirito, come tale estraneo alle lusinghe del banale piacere di mettersi in mostra. In altre parole, bravo si è confermato Michele Bia nell’individuare, facendole vibrare, corde nascoste nei cuori di ragazzi senza dubbio ben predisposti. Venendo all’allestimento, in queste ‘baruffe’ si rinuncia a qualunque pretesa scenografica a favore di pochi elementi scenici : cinque sedie in paglia richiamano l’idea d’una ‘calle’ lungo cui fanciulle siedono sull’uscio di casa intente a ricamare in mezzo a punzecchiature vicendevoli ; una scrivania e due poltroncine, invece, evocano lo studio di un bonario e saggio Coadiutore del Cancelliere Criminale. Un praticabile lungo e stretto a fondo scena, infine, diversifica ingressi e uscite. Quanto al resto, l’azione tracima spesso in platea per il divertimento della platea. In generale, buono il movimento scenico, tenuto conto del gran numero di interpreti impegnati e dei limiti del palcoscenico del Fava. Degni di nota pure il livello del disegno luci e delle scelte musicali. Confortante il livello di preparazione degli allievi (più brave però le ragazze dei loro ‘rivali’). Ben meritati applausi, dicevamo, per Martina Addante, Emanuele Cantatore, Asia Grazia Cecconi, Mattia Coletta, Silvia De Girolamo, Anna Fortuna, Sebastiano Manduca, Federico Paolini, Dalila Santeramo e Simona Silvestri.

 

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 12 Luglio 2024

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio