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L’Angelo poeta e cantautore se n’è andato da Bari

Angelo Ruggiero, il professore musicista che all’inizio degli Anni Novanta sconvolse il mondo della canzone d’autore vincendo la seconda edizione del Premio Recanati, l’altro ieri ci ha lasciati per sempre, dopo una breve e terribile malattia. Nato a Bari nel 1961, laureato in filosofia con una tesi su un vescovo inglese del ‘700 è stato, appunto, uno dei più intelligenti e ispirati cantautori del panorama musicale italiano, anche se per colpa del suo carattere schivo e un po’ troppo indolente, non ha avuto il successo di pubblico che meritava. Ed anche se non gli sono mancati i premi della critica, come detto, l’abbiamo amato infinitamente, a Bari: anche chi scrive gli è stato amico (…mi ha distrutto una Uno diesel quando, non ancora di ruolo, gliela prestai perché aveva avuto una cattedra a un liceo di Altamura e la sua macchina era sempre dal meccanico. Per fortuna lui ne uscì illeso), Prima di dedicarsi alla poesia e alle canzoni, scritte come gemme, Angelo è stato uno dei più importanti animatori della scena musicale barese, con gruppi rock come ‘Circo Brail’ e ‘Vox Rei’, oltre a essere tra i primi a sperimentare letture poetiche in musica. A coronare le sue capacità di autore, dopo le sue esperienze rock, nel ‘91 è arrivata la vittoria del Premio Recanati con ‘Pinocchio’, un brano realizzato con una tastierina Casio e una sveglietta. E bisogna anche ricordare che il festival marchigiano (caso unico) in quella occasione gli produsse il suo primo, adesso rarissimo disco ‘Regina dei gatti’. Un disco, come si leggeva nelle critiche e recensioni che fioccarono all’epoca, “…tutto costruito su spunti poetici, drammatici e rarefatti”. Poi dopo un bel po’ di anni è arrivato il secondo lavoro del nostro professore-cantautore, con dodici composizioni dal titolo ‘L’amore che non si può dire’, appoggiato ad atmosfere un po’ più leggere e leggermente più orecchiabili. Con Angelo hanno collaborato poeti come Enzo Mansueto, Dora Lapolla, Sergio Rotino, ma anche musicisti e cantautori accanto a lui dal vivo, come Davide Viterbo e Daniele Di Maglie (organizzai un concerto per farli cantare e suonare Angelo e Daniele al Laboratorio Urbano di Bari Vecchia, oltre una ventina di anni fa, dove tutti e due si divisero davanti a decine e decine di appassionati con le poesie canzoni più belle di Piero Ciampi). Ora di Angelo Ruggiero restano il ricordo, le lacrime di tantissimi alunni e professori che sono accorsi a stringersi attorno, martedì mattina, attorno alla sua bara, ma soprattutto le sue poesie-canzoni: era il più ‘ciampiano’ di tutti i nostri cantautori e fino all’ultimo, forse, come Piero Ciampi avrebbe voluto solo un bicchiere di vino fresco e una poesia, da donare alla sua piccola figlia e all’amata moglie…

 

Francesco De Martino

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