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L’antenato dell’ulivo ? Un cattivo pastore

L’oleastro o olivo selvatico è pianta spontanea, tipica di boscaglie e macchie, alta fino a cinque-sei metri con rami spinosi e frutti piccoli, tra il violaceo e il rossastro. Si ritiene che da queste drupe dal gusto assai aspro l’uomo della pietra ricavasse il primo olio (un olio dal profumo di mallo di mandorla acerba e di foglia di pomodoro, dal gusto marcatamente amarognolo e piccante, talvolta impiegato per dare più sapore a certi olii ‘morbidi’ da frantoio ; la qualità migliorò quando l’uomo, per selezione pilotata, dall’olivastro arrivò a ricavare il moderno e ben noto cultivar dell’olivo). L’oleastro si distingue per il portamento assurgente e per la superiore resistenza ai parassiti e alle temperature invernali. A proposito di questa pianta esiste una leggenda ambientata nella nostra terra e che Ovidio riporta nel suo ‘Metamorfosi’ : Nel Libro XIV è contenuta la testimonianza di tale Venulo – suddito e araldo dei re Catillo e Cora, alleati di Turno nella guerra contro Enea – il quale è stato mandato come ambasciatore presso Diomede, l’eroe acheo appena stabilitosi in Puglia (la missione dell’araldo consiste nel è convincere Diomede a schierarsi contro Enea). Sulla via del ritorno Venulo si trova ad attraversare i territori dei Messapi. Nell’attraversarli scorge “una grotta adombrata da fitti boschi e trasudante umidità… anticamente abitata dalle ninfe “. Da un abitante della zona, forse, apprende che “un pastore, Apulo, aveva spaventato le ninfee e grazie alla paura che era riuscito a incutere loro in un primo momento le aveva fatte fuggire dalla zona. Poi però, quando si ripresero e l’inseguitore non fece più loro soggezione alcuna, le ninfe si misero a intrecciare danze muovendo i piedi a ritmo. Il pastore allora nuovamente le derise e, imitandone rozzamente il ballo, rovesciò su di esse parolacce e insulti da bifolco e non la smise prima di essere tramutato in un albero che gli tappò la bocca. Ora è dunque un albero, un oleastro, e il suo carattere si può riconoscere dal sapore dei frutti : che sono amari, perché conservano l’impronta della sua linguaccia ; l’asprezza delle sue parole è passata alle bacche”. L’olivo selvatico non va confuso con l’olivo inselvatichito. Pianta generosissima, l’olivo è piuttosto esigente in fatto di cure. Se si trascura di potarlo, centinaia di polloni spuntano all’altezza delle radici emergenti e si sviluppano circolarmente avvolgendo il tronco in un abbraccio soffocante che nega luce ed aria. Così, l’olivo smette di produrre e involve in cespuglio degenerato e sterile. Il desolante spettacolo è frequente qui a sud nelle campagne in abbandono alla periferia del centri urbani. – Nell’immagine, ‘Apollo insegue Dafne’, olio su tela, cm. 68,5 x 87 cm. ; autore : Giovanni Battista Tiepolo ; data di presumibile esecuzione : 1755-1760 ; collocazione : LondraNational Gallery of Art. – Stando al mito, Dafne, una ninfa della famiglia delle Naiade, per sfuggire al desiderio di Apollo si trasformò in una pianta (l’alloro).

Italo Interesse

 

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