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L’Arif dovrà chiarire e dettagliare la spesa relativa al personale

L’Arif dovrà chiarire e dettagliare la spesa relativa al personale: è la richiesta avanzata in IV commissione consiliare al direttore generale dell’Agenzia per le attività irrigue e forestali, Francesco Ferraro. Nel 2020 la Regione Puglia ha trasferito circa 40 milioni di euro all’Arif, di questa somma la spesa per il personale avrebbe inciso per 33 milioni, secondo quanto riferito dal direttore generale durante l’audizione che si è tenuta in IV commissione del Consiglio regionale pugliese per fare il punto sulle criticità relative ai pozzi ricadenti nel territorio della Città Metropolitana di Bari. Nel corso della seduta, i consiglieri hanno chiesto dati sui trasferimenti regionali all’Agenzia e Ferraro, come riporta una nota del Consiglio, ha spiegato che il bilancio regionale del 2020 ha trasferito 40 milioni di euro, di cui il personale incide per 33 milioni di euro, altri 4 milioni sono stati stanziati per l’energia elettrica, 2 milioni per il funzionamento, 500 mila per le macchine antincendio e 500 mila per il carburante. Sul costo del personale il consigliere regionale Antonio Tutolo ha chiesto al direttore di inviare alla commissione l’elenco di tutto l’organico, con il dettagliato riferimento alle mansioni, ruoli e data di avvenuta assunzione. Altro argomento le criticita’ relative ai pozzi ricadenti nel territorio della Citta’ Metropolitana di Bari. La seduta e’ stata voluta dallo stesso presidente Paolicelli, perche’ secondo un monitoraggio condotto da Coldiretti Puglia sugli effetti del caldo di questa estate e delle scarse piogge, la siccita’ ha causato ingenti danni ai raccolti. In apertura dei lavori, il presidente ha evidenziato che gli agricoltori non possono contare su un efficiente sistema di pozzi irrigui dai quali estrarre l’acqua e ha inoltre ricordato che quelli dell’area Metropolitana di Bari hanno denunciato alle amministrazioni comunali il mal funzionamento dei pozzi gestiti da ARIF. L’audizione in Commissione e’ stata anche l’occasione per conoscere lo stato di avanzamento dei lavori di manutenzione dei pozzi e di quelli relativi all’ampliamento delle reti.Il direttore generale di ARIF Francesco Ferraro ha esposto la situazione che lui stesso ha potuto valutare nell’ultimo anno. L’Agenzia gestisce sia pozzi regionali che pozzi esterni per un totale di 279 distribuiti in tutta la regione, di cui 5 a Brindisi, 12 a Lecce e i rimanenti nel territorio di Taranto, Bari nord e Bari sud. Le criticita’ sono tutte da attribuire alla lungaggine della stagione estiva e alla carenza idrica, scaturita dalla situazione in cui verza la maggioranza degli impianti ormai vetusti e concepiti piu’ di 40 anni fa e che mal si coniugano oggi con le tecniche innovative dell’acqua. Il massimo sforzo che fa l’Agenzia e’ quello della manutenzione ordinaria, per la quale solo quest’anno e sino ai primi di agosto, sono stati spesi 500 mila euro. Avendo esaurito quindi le risorse a disposizione, ci si e’ accollati la responsabilita’ di continuare a fare interventi indispensabili per l’erogazione del servizio, consapevoli di dover fare debiti fuori bilancio. L’abbassamento della falda e la mancata disostruzione dei pozzi hanno determinato grossi danni alle pompe.I problemi maggiori si hanno sicuramente per i pozzi ricadenti nel territorio di Bari, i quali hanno una profondita’ di oltre 400 metri. Arif insieme all’Assessorato all’agricoltura sta affrontando la questione al fine di procedere alla regolarita’ dei pozzi con una norma. Il direttore dell’Agenzia ha stigmatizzato l’esiguita’ delle somme inserite nel bilancio regionale per il funzionamento degli impianti irrigui e la forestazione, che per l’annualita’ in corso ammontano a 400 mila euro, rilevando che solo per l’energia elettrica si e’ avuta una spesa di oltre un milione di euro. Gli impianti irrigui sono inadeguati perche’ pompano acqua nei tubi temporanei collocati sui muretti a secco e sono dei colabrodo. La rete quindi andrebbe adeguata, implementata ed efficientata. Non e’ per niente facile dar seguito all’estensione delle linee, considerata l’opportunita’ di calcolare il fabbisogno, la potenza della pompa e la portata dell’acqua del pozzo. Il direttore Ferraro ha annunciato che si sta pensando, in collaborazione con AQP, di utilizzare l’acqua degli impianti di depurazione e di affinamento.

 

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