L’arte entra nel quotidiano con un sogno di pace
Inaugurata al Gola Bistrot di Bari l’installazione di Luigi Pacifico

Quando l’arte interrompe la prevedibilità dello sguardo, è nei luoghi della quotidianità, lontano dalle sale museali e dai percorsi canonici dell’esposizione, che può recuperare la sua funzione originaria: sorprendere, creare relazioni, suggerire nuove possibilità di lettura del reale. Nasce da questa convinzione “Sogno la pace”, l’opera permanente di Luigi Pacifico inaugurata al Gola Bistrot di Bari, nell’ambito del programma culturale “La Terza Dimensione”, un progetto che sceglie di affidare all’arte un ruolo attivo nel processo di rigenerazione culturale e commerciale della città. L’iniziativa propone una riflessione sul rapporto tra spazio pubblico e creatività contemporanea, trasformando un’attività commerciale in un luogo capace di ospitare esperienze estetiche permanenti.
Non una semplice decorazione, ma un intervento che invita il visitatore a rallentare lo sguardo e a lasciarsi coinvolgere da un immaginario costruito attraverso simboli, colore e suggestioni poetiche. Il linguaggio pittorico di Luigi Pacifico si muove infatti lungo un territorio sospeso tra sogno e memoria. I suoi paesaggi mediterranei, le architetture immerse in cromie luminose, le figure che sembrano librarsi nell’aria e il ricorso costante al volo, come metafora di libertà, richiamano quella dimensione onirica che appartiene alla grande lezione di Marc Chagall, senza rinunciare però a una cifra personale fatta di mediterraneità, luce e ottimismo. Allo stesso tempo, la costruzione narrativa delle immagini sembra dialogare con l’universo visionario di Federico Fellini, evocato dallo stesso artista come una delle sue principali fonti d’ispirazione, dove il confine tra realtà e fantasia si dissolve per lasciare spazio alla meraviglia.
Il cuore del progetto è rappresentato dall’installazione realizzata sul soffitto del bagno del bistrot, trasformato in un ambiente immersivo dove segni, occhi simbolici, richiami alla pace, al viaggio e alla dimensione simbolica prendono vita grazie a pigmenti fluorescenti esaltati da un sistema di luci cangianti che modifica continuamente la percezione dello spazio. L’opera supera così la tradizionale distinzione tra quadro e ambiente, coinvolgendo direttamente lo spettatore e dimostrando come anche il luogo più ordinario possa diventare occasione di contemplazione e stupore. In questa scelta risiede forse l’aspetto più interessante del progetto. 
Non è soltanto l’opera a entrare in un locale, ma è il locale stesso a trasformarsi in dispositivo culturale, cancellando la distanza tra arte e vita quotidiana e restituendo alla creatività una funzione sociale. «Nella mia visione l’artista deve sempre mantenere le proprie emozioni a un livello elevato e comunicare sentimenti positivi, nonostante il periodo difficile che stiamo vivendo nel mondo», spiega Luigi Pacifico.
Per Maurizio Mastrorilli, titolare del Gola Bistrot, «questa idea nasce dal tentativo di avvicinare l’arte a un pubblico più partecipe, considerando le grandi difficoltà che vivono oggi gli artisti. Vorremmo che altre attività seguissero questo esempio, creando una rete capace di fare dell’arte un elemento stabile della vita cittadina. Anche quello di lasciare un piccolo contributo in centesimi in un bicchiere posto sul bancone è un gesto semplice, ma che crediamo possa trasformarsi in un sostegno concreto». All’inaugurazione sono intervenuti anche l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Bari Pietro Petruzzelli, la presidente del Municipio II Alessandra Lopez e il referente del progetto Bari Capitale Europea del Commercio Luca Langella.
Rossella Cea
Pubblicato il 30 Luglio 2026



