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L’Assemblea sceglie i tre rappresentanti per l’elezione del successore di Mattarella

Oggi il Consiglio regionale della Puglia si riunisce per scegliere i tre “grandi elettori” che dal 24 gennaio parteciperanno alle sedute del Parlamento a Camere congiunte per elezione del nuovo Capo dello Stato. Due dei tre rappresentanti pugliesi che dovranno far parte dell’Assemblea dei 1009 elettori del Presidente della Repubblica saranno in quota alla maggioranza giallo-rossa che con Michele Emiliano governa la Regione Puglia, mentre uno sarà espressione dell’opposizione di centrodestra, formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e la civica “La Puglia domani”. Secondo indiscrezioni provenienti Palazzo di vetro barese di via Gentile, sede dell’Assemblea pugliese, nella maggioranza giallo-rossa la scelta dei due nomi da votare per la missione romana (anche se non senza alcuni malpancisti!) sarebbe stata già definita, poiché ad ottenere i voti necessari dovrebbero essere il governatore Emiliano e la presidente del Consiglio, Loredana Capone, entrambi del Pd. Invece, l’opposizione di centrodestra, almeno fino alla tarda serata di ieri, non avrebbe ancora raggiunto un’intesa sul nome da scegliere. Infatti, tra le forze di minoranza sarebbe in atto un derby tra il gruppo del partito di Giorgia Meloni e quello di Matteo Salvini per la scelta del terzo “grande elettore”, con il primo che sponsorizza il vicepresidente del Consiglio regionale, Giannicola De Leonardis, mentre il gruppo del Carroccio punta su Paolo Pagliaro, capogruppo de “La Puglia domani”. Nella disputa tra Fdi e Lega pare che potrebbe farsi spazio un nome espressione del partito pugliese di Silvio Berlusconi che avrebbe proposto il consigliere foggiano Giandiego Gatta di Forza Italia, per evitare che la scelta del rappresentante di opposizione, alla fine, nel segreto dell’urna possa farla effettivamente la maggioranza, qualora il nome della coalizione di centrodestra non fosse unitario. In altri termini, ancora una volta le divisioni interne al centrodestra pugliese non solo potrebbero aver favorito il Pd nell’evitare un’eventuale spaccatura che si sarebbe potuta creare nel rapporto di quest’ultimo con il gruppo dei quattro consiglieri di maggioranza del M5S, che nella coalizione di governo non hanno fatto mistero di voler inviare a Roma uno dei loro alle elezioni del Capo dello Stato, ma se non ci fosse un nome unitario del centrodestra per la votazione in Consiglio regionale, il rischio sarebbe che a decidere realmente chi deve essere il “grande elettore” espressione dell’opposizione potrebbe essere addirittura la coalizione del presidente Emiliano. O, forse meglio, quella parte della maggioranza a lui più fedele e che, tra l’altro, è quella che con il centrodestra diviso sarebbe determinante a far eleggere in quota Pd entrambi i rappresentanti pugliesi di maggioranza alle presidenziali di fine gennaio. Insomma, salvo sorprese dell’ultimo minuto, dall’odierna seduta di Consiglio regionale dovrebbero essere nominati quasi sicuramente Emiliano e Capone per la maggioranza giallo-rossa e per l’opposizione di centrodestra, se il nome non sarà unitario, un esponente di minoranza verosimilmente gradito alle forze al governo della Puglia. Vale a dire che in Puglia, nella scelta dei rappresentanti regionali al voto per il Colle, potrebbe verificarsi una situazione analoga a quella accaduta martedì scorso nel Consiglio regionale della Lombardia, dove la maggioranza di centrodestra del governatore Fontana è riuscita a far eleggere in quota opposizione un esponente del M5S, anziché quello del Pd indicato dalla coalizione di minoranza. Quindi, se le indiscrezioni sui due nomi del centrosinistra (Emiliano e Capone) fossero confermate dal voto di oggi in aula, il governatore pugliese non solo riuscirebbe a lasciare fuori da questa partita la seconda ed unica forza politica della sua maggioranza (oltre il Pd ovviamente!)  organizzata a livello nazionale, il M5S per l’appunto, ma potrebbe financo scegliersi il nome spettante all’opposizione centrodestra, per la trasferta romana. E ciò di sicuro sarebbe un altro “colpo” che consentirebbe al governatore pugliese di alzare la voce nella sede romana di Largo del Nazzareno, quando si parlerà di strategie politiche in Puglia per le prossime elezioni di Camera e Senato. Salvo, però, vedere poi se in tale occasione ci sarà “qualcuno” disposto a credergli sul serio.

 

Giuseppe Palella

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