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L’astuzia del barbone

Non avvolta dall’attenzione che meriterebbe, è giunta al suo quarto appuntamento ‘I Solisti’, la rassegna ideata da Vito Signorile e in corso al Nuovo Abeliano. I Solisti propone nove dei migliori attori del panorama teatrale di casa nostra, nessuno dei quali presenta uno spettacolo vero e proprio. Ogni volta intorno a un tema diverso, in mezzo ad accenni di arte scenica, prende forma una riflessione sul teatro in cui si strizza l’occhio ora alla performance, ora alla lezione. Giovedì scorso era di scena Ippolito Chiarello con ‘Appunti di un barbone’, che è esemplificazione spettacolare del concetto di ‘barbonaggio teatrale’. Che c’entrano i barboni? Tutto nasce da una trovata, anzi un progetto del teatrante salentino che, dal 2009 ad oggi,  ha fatto tappa in tutta Europa, nelle Americhe e in più di trecento città italiane. Pensato quando la Covid era al di fuori di ogni immaginazione, il progetto ha trovato un prepotente rilancio in questi giorni sventuratissimi, stante la disperata situazione in cui versa la categoria degli attori. Il ‘barbonaggio teatrale’ è un modo di raggiungere il pubblico della strada con modalità differenti da quelle adottate dal classico ‘artista di strada’. Il barbone teatrale (vedi Chiarello nell’immagine) si offre al passante vendendogli schegge di spettacoli che abitualmente porta a teatro. In altri termini, l’artista offre il ‘listino delle performance’ e l’improvvisato spettatore sceglie, pagando in proporzione. La ‘clientela’ è fatta anche da bambini. La foto, scattata da un vigile urbano a Nardò nel 2009, ritrae Chiarello con un piccolo che all’epoca aveva poco più di due anni e che dieci anni dopo è stato ritracciato tramite la Rete ; il dodicenne Alberto e l’attore si sono incontrati il 29 ottobre del 2019 nel corso di una puntata di ‘I fatti vostri’ su Rai Due. Il barbonaggio teatrale si appresta a trovare la sua consacrazione tra il 31 ottobre e l’8 novembre a Mantova, in occasione della XV edizione di ‘Segni’. Nel corso di questo evento internazionale dedicato all’arte e rivolto a tutte le età c’è spazio anche per Chiarello e il suo ‘barbonaggio’. Nella circostanza tutti i teatranti in difficoltà sono invitati a partecipare a quello che Chiarello proclama essere un “atto poetico collettivo” volto a “far emergere la fame di teatro”. Non sembrano, queste, le parole di un attore. E difatti, per quanto attore di fatto, Chiarello non si sente tale, preferendo definirsi un “agitatore culturale, un provocatore sociale”. Anche di questo ha parlato nel corso di ‘Appunti di un barbone’. Una conferenza-spettacolo? Potremmo chiamarla anche così. Chiarello estrapola dal suo vasto repertorio quattro densi segmenti che avvicina con intelligenza. A fare da amalgama è una riflessione acuta e pacata sull’idiosincrasia dei teatranti ad adattarsi ai mutamenti sociali che ne mettono in crisi l’attività. ‘Appunti di un barbone’ così fa centro e si impone al momento come il migliore appuntamento della rassegna. ‘I solisti’ prosegue giovedì 22 con Licia Lanera che presenta ‘Verso la neve’.

Italo Interesse

 

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