L’astuzia delle donne
La settimana scorsa, nell’ambito di ‘Umano Collettivo’, è andato in scena al Piccinni il ‘Lisistrata’ di Aristofane

Solo in apparenza ‘Lisistrata’ anticipa il femminismo. In realtà, tra le righe, anche un po’ subdolamente, Aristofone voleva mettere in guardia gli uomini contro le insidie di un mondo alla rovescia, ovvero un mondo dove chi di solito è sottomesso (le donne, appunto, ma attenzione anche a schiavi e servi) riesce a prendere il sopravvento o a confrontarsi alla pari con chi rappresenta il potere. C’è un momento del testo in cui il coro dei vecchi intona questo canto: “Se cediamo, se gli diamo il minimo appiglio, non ci sarà più un mestiere che queste, con la loro ostinazione, non riusciranno a fare.
Costruiranno navi, vorranno combattere per mare […]. Se poi si mettono a cavalcare, è la fine dei cavalieri.» … Ma c’è del buono in tutte le cose. In giorni di femminicidio seriale ogni arma va bene, per cui, se malaccortamente un Aristofane (tipico rappresentante del pensiero maschile dell’epoca) offre il fianco allo ‘storico nemico rosa’, perché quest’ultimo non dovrebbe approfittarne ? Dinanzi a ciò che comunque resta un richiamo al buon senso e un inno alla pace, e sappiamo tutti l’urgenza di certe cose in tempi di missili e droni, la sempre combattiva Lella Costa non si fa pregare.
Ed eccola fiondarsi nei panni della saggia donna ateniese che, chiamate a raccolta le concittadine, le convince a mettere in atto un inatteso sciopero del sesso con cui porre fine a quella Guerra del Peloponnesso in cui gli uomini di Atene e Sparta si stanno massacrando da anni (il conflitto andò avanti dal 431 al 404 avanti Cristo). ‘Lisistrata’ è andato in scena la Piccinni la settimana scorso nell’ambito di ‘Umano Collettivo’. La teatrante milanese mette da parte l’assillo pungente e bisbetico che spesso negativamente la connota e consegna alla platea una Lisistrata trascinatrice ma dall’impeto composto, una donna pacata e dignitosa, ferma e solenne.
Assenti i due cori previsti dal testo (l’adattamento è di Emanuele Aldovrandi), intorno a questa ben definita capo-popolo si muove un breve, polemico e scollacciato popolo di uomini e donne ; volgarità ed allusioni erotiche si sprecano in questo allestimento fedele al mestiere del commediografo ellenico, il quale sapeva bene come far ridere il pubblico. La regia di Serena Sinigaglia tinge di modernità queste due ore di battibecco. Un po’ tirando le cose per i capelli, ora si strizza l’occhio al musical, ora all’avanspettacolo. L’effetto è altalenante, incerto. Accentuano questa sensazione d’incompiuto, scelte scenografiche che danno di non-luogo. Piuttosto bene, al contrario, il disegno luci. Con la brava Costa erano in scena gli inappuntabili Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Perez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini (compagnia Teatro Carcano).
Italo Interesse
Pubblicato il 31 Marzo 2026



