Cultura e Spettacoli

L’Atlantis rimase un sogno

L’immagine ritrae il varo della Monviso, una nave che nel periodo dell’ultima guerra fu di casa in Puglia, avendo in Taranto e Brindisi i porti da cui ripetutamente salpò le ancora per una serie di missioni di trasporto. Nessuna di queste missioni, però, ebbe mai a che fare con l’originale destinazione di questa unità. Insieme alle gemelle Monginevro e Monreale, la Monviso doveva essere una delle tre navi corsare della Regia Marina. Opportunamente mascherata, essa avrebbe dovuto distruggere (meglio ancora catturare) il naviglio mercantile britannico. A tale scopo queste navi erano state potentemente attrezzate. La buona velocità (16 nodi) e i sei cannoni da 152/40 le rendevano letali nei confronti di qualunque mercantile e temibili persino per caccia e incrociatori leggeri. L’armamento era completato da numerose mitragliatrici antiaereo, due tubi lanciasiluri e un impianto nebbiogeno da utilizzare in caso di fuga. Il progetto prevedeva anche l’imbarco di un idrovolante ad ali ripiegabili. L’autonomia era di 40mila miglia. In vista di una così lunga permanenza il progetto di riconversione dei tre piroscafi prevedeva la costruzione di ampi depositi di viveri e farina, una cella frigorifero e due forni per il pane, più un’infermeria e una fornita farmacia. E sempre per assicurare all’equipaggio un’adeguata alimentazione, a una stiva a prora sarebbe stata ricavata una stalla con una mezza dozzina di mucche da latte e un gabbione per una cinquantina di galline. Completavano la dotazione di bordo un’officina e un deposito di pezzi di ricambio. Particolare curioso, l’equipaggio (12 ufficiali, 10 sottufficiali, 14 marinai e meccanici e 42 marinai addetti ai pezzi) prevedeva anche una ‘formazione da preda’ composta da diciotto uomini ; ad essi  spettava il compito, qualora la nave nemica non avesse cercato di fuggire, di salire a bordo della stessa, neutralizzarne l’equipaggio e tenerlo sotto controllo durante l’operazione di traino della preda verso il più vicino porto amico. Ma nessuna fra Monviso, Monginevro e Monreale venne convertita in nave corsara. Nessuna di esse emulò le gesta dell’Atlantis, la nave corsara tedesca sulla cui storia venne girato un celebre film (‘Sotto dieci bandiere’). A impedirlo fu l’impossibilità di violare lo stretto di Gibilterra, giacché solo negli oceani queste navi avrebbero potuto fare preda. Questo limite, che venne superato solo dai nostri sommergibili, indusse Supermarina a impiegare Monviso, Monginevro e Monreale per missioni di trasporto. L’ultima missione della Monviso è datata 27 luglio 1942. Alle 15:15 la mancata nave corsara lasciava Brindisi diretta a Bengasi. Non vi arrivò mai. Centrata da due siluri del sommergibile britannico Thorn, la Monviso andò a fondo a circa 8 miglia da Sidi Sueicher.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 7 Agosto 2018

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