Un giallo preistorico
30 Ottobre 2020
Monsignor Giuseppe Satriano è il nuovo vescovo della diocesi Bari-Bitonto
30 Ottobre 2020

Latte di donna e sangue di lupo

Il mese scorso l’Unità di ricerca di preistoria e antropologia del dipartimento di scienze fisiche, della terra e dell’ambiente dell’Università di Siena  ha annunciato il rinvenimento nei siti di Grotta Paglicci (Rignano Garganico) e Grotta Romanelli (Castro) di resti di cane datati tra i 14 e i 20mila anni fa. Tali resti sarebbero le più remote testimonianze nell’area mediterranea del processo che ha portato all’addomesticazione del lupo… La notizia riporta alla memoria che nelsito dove oggi sorge Torre a Mare, tra il VI e il III millennio a.C. fiorì una colonia neolitica che ha lasciato numerose tracce del proprio passaggio. L’area archeologica è distribuita fra numerose grotte a ciascuna delle quali corrisponde una cala : Cala Scizzo, Cala Settanni, Cala Colombo… Quest’ultima, che fu oggetto di  una capillare campagna di scavi nel 1973 consentì di stabilire che in quel sito fu stanziale una ben organizzata comunità di allevatori, come testimoniato dall’abbondanza di rinvenimenti : lame e punte di freccia in ossidiana, ami e punteruoli in osso, avanzi di ceramica, resti scheletrici di uomini e bestie. A proposito di resti animali, è interessante notare come sugli animali selvatici (coniglio e cervo) prevalgano quelli domestici : pecore, capre, buoi, maiali, cavalli e asini. In mezzo a tanti avanzi di animali domestici furono rinvenute anche ossa di canidi. Nella circostanza gli archeologi parlarono di ‘canis familiaris’ discendente addomesticato del canis-lupus e adoperato a scopo di difesa della persona, del territorio, di greggi e mandrie. Come venne addomesticato questo proto-cane ? Il quesito, irrisolto, è di vecchissima data. Inizialmente si è creduto che il cane abbia fatto ingresso nell’epopea umana quando i primi cuccioli di lupo vennero introdotti nelle comunità accampate o alloggiate in grotte. Ma ciò non teneva conto del fatto che la natura ferina di quei cuccioli, una volta che essi fossero cresciuti, sarebbe irrimediabilmente emersa. Le teorie più recenti considerano perciò l’idea dell’auto-addomesticazione : Attratti dalle carcasse animali che i primitivi abbandonano oltre la soglia dei loro ricoveri, i lupi finirono col prendere confidenza con l’uomo. Quando i primi esemplari arrivare a mangiare direttamente dalle mani degli uomini, il processo di addomesticazione si poté dire incominciato…. Liberando la fantasia qualche studioso ha ipotizzato che le donne del neolitico usassero nutrire del proprio latte i cuccioli dei cani ‘famigliari’ al fine di spegnere in essi l’indole selvatica e inclinarli ad una natura obbediente. Contemporaneamente i proto-cani che faticavano a smaltire l’istinto feroce venivano uccisi.

Italo Interesse

 

 

 293 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *