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“L’automotive del lusso non ha subito i colpi della pandemia”

L’automotive del lusso non ha subito i colpi della pandemia, anzi. La lucida analisi è di Vito Radicci, a capo del glorioso e storico brand barese fondato con successo da papà Vittorio. Radicci è concessionario con successo e competenza di marchi di prestigio quali Maserati, Jaguar Land Rover e Ferrari. Ha sedi a Bari ed Ancona e per quanto riguarda la Ferrari la rappresenta in sei regioni italiane e all’ estero a Malta e Cipro. Insomma, un biglietto da visita che parla chiaro e non ammette discussioni. Il Quotidiano ha intervistato il dottor Vito Radicci.

Radicci, che effetto ha avuto la pandemia sull’ automotive?

“Bisogna fare una doverosa distinzione tra marche generaliste e del lusso, altrimenti il discorso non regge”.

Cioè?

” Quelle generaliste, vale a dire le auto sicuramente ottime sia ben chiaro, ma di fascia media hanno subito i colpi della pandemia e di un mercato bloccato da paura ed incertezza. Ricordo che l’ incertezza sui mercati crea sempre problemi. Inoltre, tanti italiani a causa di questa situazione poco chiara, non hanno speso, infatti mai come in questo momento storico le banche hanno accumulato risparmi sui conti correnti”.

Le auto di lusso invece?

“Chi è ricco non ha incontrato problemi ed ha speso regolarmente e forse persino più di prima, parlo ovviamente della fascia lusso ed extralusso. In poche parole se le concessionarie dei brand generalisti hanno accusato colpi, noi no, proprio in virtù di questa situazione”.

Qualche problema lo avrete pur avuto…

“Infatti, si chiama scarsità del prodotto. Le case produttrici ci mandano poco prodotto, hanno rallentato la produzione, ma gli ordinativi sono rimasti gli stessi. Questo causa ovviamente ritardi nella consegna. In sintesi abbiamo richieste, persino maggiorate, ma carenza di merce a causa di questo rallentamento di passo delle case. Noi non abbiamo accusato problemi di sorta ed anzi abbiamo chiuso il 2020 con un fatturato persino superiore al 2020. Forse a causa della paura alcuni si sono autogratificati comprando un’auto di super lusso”.

In Italia il parco macchine è vetusto?

“Certamente, ma questo è altro discorso”.

Prevede una ripresa?

“Ritengo proprio di sì”.

Bruno Volpe

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