“Siamo pronti ad ospitare chi viene da fuori con la tradizionale professionalità”
10 Giugno 2021
Voilà, si balla: anche le discoteche aprono i battenti
10 Giugno 2021

L’Autonomia di Palese e Santo Spirito riscalda gli animi più del caldo estivo

A riscaldare gli animi nella periferia nord di Bari prima ancora che il clima caldo primaverile ed inizio estate è il rinvigorito tema dell’Autonomia comunale e, quindi, del distacco politico-amministrativo dal capoluogo. Infatti, l’antica aspirazione di Palese e Santo Spirito a staccarsi da Bari pare stia tornando nuovamente e prepotentemente alla ribalta nella comunità del V Municipio di decentramento amministrativo, dopo circa un decennio da quando, nel 2010, le due ex frazioni sfiorarono per un soffio l’ambito riconoscimento di Comune autonomo da parte della Regione Puglia che, come si ricorderà, nella seduta consiliare del 5 febbraio del 2010 approvò a scrutinio segreto l’articolo di legge che istituiva tale nuovo Ente locale alle porte di Bari però, come anche si ricorderà, sempre a scrutinio segreto nelle successive due votazioni non approvò l’intero disegno di legge, a causa del clima di confusione e di tensione che si era scatenato intorno alla vicenda all’interno dell’allora maggioranza regionale di centrosinistra che sosteneva il governatore pugliese dell’epoca, Nichi Vendola. Un mancato riconoscimento di indipendenza politica ed amministrativa che a Palese e Santo Spirito non ha di certo fatto venir meno l’aspirazione autonomistica di una larga fascia di popolazione che, per ragioni sia di carattere contingente che soprattutto storico-culturali, vuole autodeterminarsi e, quindi, non dipendere più amministrativamente da Bari. Una voglia di indipendenza che, in special modo per la comunità palesina, risale ai tempi preunitari della Penisola e che si sarebbe forse concretizzata agli inizi del terzo decennio del secolo scorso, se nel settembre del 1921 non fosse stato assassinato l’onorevole socialista pugliese Giuseppe Di Vagno (che aveva già presentato un apposito disegno di legge per rendere Palese un Comune a sé) e, subito dopo, non fosse giunto al potere il fascismo. Ad oggi l’antica e mai sopita aspirazione ad essere autonomi è nuovamente d’attualità nel V Municipio barese. Infatti, ha assicurato Vito Pantaleo (figlio dell’ora defunto cav. Domenico, noto presidente del comitato “Insieme per l’Autonomia” sorto nel 2003 e che, nel 2009, per la prima volta nella storia locale riuscì ad ottenere un apposito referendum consultivo, dove i “Sì” all’autonomia di Palese e Santo Spirito furono ben l’80% tra i votanti), “ben presto sarà operativo un apposito nuovo comitato cittadino ed un sito web, oltre a numerose altre iniziative che saranno messe in campo a livello locale per sensibilizzare l’Istituzione regionale a riproporre ciò fu lasciato appeso undici anni or sono per la nostra comunità”. Ma le iniziative che il neo costituendo comitato si accinge a varare non sono soltanto quelle di livello istituzionale poiché, ha affermato ancora Pantaleo, “saranno organizzati anche degli incontri formativi ed informativi sul territorio interessato, per meglio spiegare la bontà della richiesta di autonomia comunale anche a coloro che sono scettici o diffidenti sull’iniziativa, perché non credono al fatto che l’Amministrazione barese si farà privare a cuor leggero di una comunità attualmente di circa 35mila abitanti”. Invece, al riguardo, il figlio del defunto presidente del comitato autonomistico sembra convinto e determinato nella “battaglia” intrapresa e non disdegna di scomodare niente meno che il ricordo di uno storico discorso del 1994, fatto durante una campagna elettorale nel suo Paese dal noto leader sudafricano Nelson Mandela, tanto che lo stesso Pantaleo ne richiama un saliente passo: “Ho riflettuto sul suo coraggio, sulla sua lungimiranza, sulle sue convinzioni e sul suo credo fondamentale che non dobbiamo accettare il mondo così com’è, ma che possiamo rimodellare il mondo su come dovrebbe essere”. E Vito Pantaleo, dopo aver dichiarato di voler assumere tale passo del discorso di Mandale a “bandiera” del proprio “credo autonomistico” per Palese e Santo Spirito, ha concluso affermando: “Questo è ciò che mi spinge a riprendere il lungo cammino verso l’autodeterminazione amministrativa della nostra comunità, abbattendo le barriere del pregiudizio, della diffidenza e dell’incomprensione che ruotano da tempo intorno ad una questione di diritto e libertà per la collettività in cui risiedo da quando sono nato”. “Una comunità – ha esclamato, in fine, Pantaleo – che ha diritto ha costruire il proprio sviluppo e futuro in modo più libero, più equo e più giusto!”. In altri termini, una realtà che, pur avendo tutti i presupposti finanziari, economici e normativi per autogovernarsi secondo noti principi della Costituzione repubblicana del 1948, è invece tuttora ferma in condizioni di sottosviluppo e di periferia degradata e trascurata a causa degli interessi oligarchici di fascistiana memoria che, a cento anni esatti di distanza da quel primo disegno di legge non andato a buon fine per la costituzione del Comune di Palese e Santo Spirito, sono paradossalmente ed acronisticamente tuttora in essere.

 

Giuseppe Palella

 

 4,263 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *